Napoli, famiglia minaccia e aggredisce operatori 118: arrivano i Carabinieri

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Minaccia 118 Napoli, cos’è accaduto? Nel primo pomeriggio di ieri, 2 febbraio, un anziano è deceduto a causa di un malore. L’arrivo tardivo dei soccorritori ha scatenato la rabbia della famiglia, la quale ha iniziato a maltrattare gli operatori sanitari. Sul posto i Carabinieri, indaffarati nelle indagini per accertare gli eventi.

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Minaccia 118 Napoli, la dinamica

minaccia 118 napoliNon si è potuto salvare, il 71enne colto improvvisamente da un malore. La famiglia dell’anziano ha prontamente chiesto aiuto al 118, ma i soccorritori sono arrivati troppo tardi. L’uomo stava già esalando gli ultimi respiri e il veicolo del Pronto Soccorso non era attrezzato a dovere. Nessuno ha potuto salvare quella vita. A via Giustiniano, nel quartiere di Soccavo, è poi arrivata una seconda ambulanza. Questa portava con sé un medico, il quale non ha potuto fare altro che accertare il triste decesso. E la famiglia della vittima, colta dal dolore, ha immediatamente preso di mira il personale sanitario. Urla, spintoni, minacce – questo è il sunto di ciò che è accaduto in seguito. Sono stati immediatamente allertati i Carabinieri, che stanno tutt’ora indagando per vederci chiaro: quali sono state le vere dinamiche? Qualcuno è effettivamente responsabile della morte dell’anziano?

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Minaccia 118 Napoli: una triste realtà

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Logo del gruppo “Nessuno tocchi Ippocrate”

Un ulteriore episodio di aggressioni agli operatori del Pronto Soccorso è accaduto di recente, lo scorso sabato sera. Stavolta, tuttavia, i fatti sono un po’ diversi. L’ambulanza si trovava nei Quartieri Spagnoli e stava trasportando d’urgenza il ferito in ospedale. All’improvviso colpi sulla fiancata del mezzo, poi un urlo: “Hai capito che qui le sirene non le devi usare? Spegnile altrimenti ti sparo. A esclamarlo sono state due persone in sella a una moto, subito affianco all’ambulanza. L’autista ha allertato le Forze dell’Ordine, mentre l’intero equipaggio del veicolo si sentiva preso in ostaggio. Il racconto proviene da Facebook, dalla pagina Nessuno tocchi Ippocrate: “Evidentemente le sirene sono non gradite poiché il paziente all’interno non è un loro congiunto!”

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