Covid, uno studio inglese mischia AstraZeneca e Pfizer. È sicuro? Forse sì

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mischiare vaccini

Mischiare vaccini è la nuova strategia che permette una doppia sicurezza salutare per chi li assume. O almeno, è ciò che uno studio britannico sta sperimentando. Prende il nome di Com-Cov, ed è stato dichiarato sicuro, ma potenzialmente portatore di maggiori effetti collaterali. Ci sono due diverse ragioni che hanno dato vita a tali ricerche: velocizzazione della campagna vaccinale e la libertà del paziente di scegliere il farmaco.

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Mischiare vaccini: lo studio inglese

Vaccino AstraZeneca sicuroSono 800 i volontari che hanno preso parte allo studio sulla mescolanza dei vaccini. Sono stati suddivisi in più gruppi, ai quali è stata fornita dapprima la dose iniziale e poi, a distanza di diverso tempo, il boost. Lo studio Com-Cov è stato avviato alla fine di febbraio 2021 dal National Immunization Schedule Evaluation Consortium. A parteciparvi sono anche i ricercatori vaccinali di Oxford e la Scuola di Scienze Cliniche dell’Università di Nottingham. Da qui si evince, dunque, che si tratta di un ampio progetto – che sta trovando le risposte sulle quali si è interrogato. È possibile creare un nuovo farmaco anti-Covid utilizzando vaccini preesistenti? Ed è un mezzo sicuro per immunizzarsi? Sì e sì, seppur con una precisazione. L’unione di due diversi tipi di medicinali è in grado di far manifestare, in chi l’assume, un numero più alto di effetti collaterali.

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Mischiare vaccini: gli effetti collaterali

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Tabella riportante gli effetti collaterali, rapporto tra prima e seconda dose. Fonte: The Lancet

A rilevare con maggiore precisione e completezza tutti i dettagli riguardanti lo studio in questione, è la rivista The Lancet. Attraverso la tabella di fianco riportata, è possibile leggere i risultati riportati dai volontari dei test. Febbre, affaticamento, dolori muscolari, brividi, mal di testa e ulteriori effetti collaterali sono maggiormente frequenti con l’iniezione della seconda dose. Non si tratta, tuttavia, di dati definitivi. Le sperimentazioni sono ancora in corso d’opera: il tutto verrà esposto il prossimo mese, giugno. La motivazione è molto semplice. A fine aprile sono stati inclusi due nuovi farmaci nello studio: si tratta del Moderna e il Novavax, nonostante non sia ancora stato approvato. Questi si sono aggiunti al Pfizer e all’AstraZeneca, gli originali protagonisti del progetto.

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