Moda green: come possiamo ridurre il nostro impatto ambientale

La moda rappresenta circa il 10% delle emissioni di gas serra dovute all'attività umana, ma ci sono modi per ridurre l'impatto del tuo guardaroba sul clima. Scopriamoli insieme

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moda green

In un mondo post-pandemico, ora che non siamo più costretti a stare confinati tra le quattro mura domestiche, stiamo socializzando e finalmente viaggiamo, vogliamo vestirci di nuovo. Con vestiti nuovi. Ma, con riguardo all’abbigliamento, dopo aver provato per certi aspetti uno stile di vita più semplice durante il COVID, questo è un buon momento per fare il punto sulle implicazioni di come ci vestiamo. La moda è uno degli argomenti più interessanti e su www.pourfemme.it c’è una sezione dedicata che approfondisce tutte le tendenze del momento, compreso l’argomento legato alla moda green! La produzione di abbigliamento in grandi quantità, ha enormi impatti ambientali sul nostro pianeta, oltre che sociali.

Dagli anni 2000, la produzione di moda è raddoppiata e probabilmente triplicherà entro il 2050, secondo l’American Chemical Society. La produzione di poliestere, così come per l’abbigliamento per il tempo libero, è aumentata di nove volte negli ultimi 50 anni. Poiché i vestiti sono diventati così economici, vengono facilmente scartati dopo essere stati indossati solo poche volte. Lo shopping online, infine, disponibile giorno e notte, ha facilitato l’acquisto d’impulso e la restituzione degli articoli.

Come possiamo quindi fare in modo di ridurre il nostro impatto ambientale sulla moda? Ecco sei consigli da seguire.

Compra meno

Anche l’indumento più ecologico utilizza risorse per la produzione e il trasporto a casa tua, creando un certo impatto ambientale. Una radice del problema sta nel nostro consumismo eccessivo: ne compriamo 10 mentre le nostre nonne ne compravano 2. Comprare meno aiuta il pianeta.

Acquista abbigliamento da marchi sostenibili

Come già abbiamo appreso dalla moda estate 2020, sempre più marchi di moda tengono conto dell’impatto ambientale e sociale della loro produzione.

Non ti mentiremo: l’offerta è ancora limitata ed è più facile ed economico recarsi nel centro commerciale più vicino a fare il pieno di guardaroba. Ma più chiediamo abbigliamento sostenibile, più saranno disponibili, proprio come era difficile trovare cibo biologico 15 anni fa. Oggi è disponibile nella maggior parte dei supermercati.

Per quanto riguarda il prezzo, sì, pagherai di più per una camicia sostenibile che in un negozio di fast fashion, ma ne varrà la pena!

Acquista abbigliamento di qualità elevata per far durare più a lungo i vestiti

Poiché i vestiti sono diventati così economici, non ci preoccupiamo più tanto della qualità. Acquistiamo solo capi nuovi quando quelli che abbiamo perdono forma o fascino.

Inoltre, abbiamo tutti avuto l’esperienza di acquistare vestiti costosi o un paio di scarpe e di affrontare la delusione quando due mesi dopo, sembrano già vecchi o hanno dei buchi.

Se smettiamo di acquistare una qualità scadente, spingeremo i marchi a migliorare la qualità dei loro capi. Ci permetterà anche di mantenere i nostri vestiti più a lungo, il che fa bene ai nostri portafogli e all’ambiente.

Guarda l’etichetta e prediligi oggetti creati a maggioranza con cotone, lana o lino: spesso non sono i capi più economici, ma potete comunque approfittarne per i saldi.

Pensaci molto bene prima di gettare i tuoi vestiti

Non gettare i tuoi vestiti nei normali bidoni! La maggior parte di essi sono costituiti da fibre sintetiche non biodegradabili e si accumulano semplicemente nella discarica. Ci sono altre opzioni:

  • Prova a ripararli. A volte, con un po’ di fantasia, puoi aggiustare o addirittura ridisegnare un capo strappato.
  • Dona i tuoi vestiti ai tuoi amici, familiari, vicini o in beneficenza.
  • Vendili su app di seconda mano.
  • Lo sapevi? Alcuni negozi di abbigliamento ritirano gli abiti usati della propria marca o anche di altre marche.
  • Mettili nel cestino del riciclaggio dei tessuti. I tessuti possono essere riciclati per creare nuovi vestiti.

Acquista abbigliamento di seconda mano, in permuta o in affitto

Invece di acquistare nuovi vestiti, dai un’occhiata a queste alternative:

  • Negozi second-hand e vintage: non è un concetto nuovo! Puoi trovare negozi dell’usato ormai ovunque. Molti siti Web e app offrono anche tutti i tipi di opzioni di seconda mano che vanno dai vestiti più economici a quelli di marca. Comprare di seconda mano inoltre è la nuova moda del momento!
  • Scambia i vestiti: questo tipo di iniziative stanno spuntando in tutto il mondo. I partecipanti portano i vestiti che non indossano più e li scambiano con quelli che useranno. Questo è un modo economico ed ecologico per riempire il tuo guardaroba. Puoi anche organizzarlo tra i tuoi amici.
  • Noleggio vestiti: anche il noleggio di vestiti è un settore in crescita. Questa è un’ottima opzione, soprattutto per i vestiti che hai indossato pochissimo e che sono nuovi (vestiti per neonati o per la gravidanza, abiti da festa…). Alcune aziende offrono anche un canone mensile, consentendo ai clienti di rinnovare costantemente il proprio guardaroba.

Occhio quando fai la lavatrice!

Lavare i nostri vestiti ha un notevole impatto ambientale. Una famiglia media fa quasi 400 carichi di biancheria all’anno, consumando circa 60.000 litri di acqua (e anche molta energia elettrica!). Ci vuole anche molta energia per riscaldare l’acqua di lavaggio ed eseguire il ciclo di asciugatura. Il consiglio è quello di non far partire la lavatrice con pochi vestiti all’interno, in modo da sfruttare tutto lo spazio disponibile.