Moretti: i cioccolatini scomodi che fanno pace a Napoli

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Chi non ha gustato almeno una volta nella vita i famosissimi Chicchirichì? Questi dolcetti dal cuore di panna con una base di wafer, ricoperti da un sottile guscio di cioccolato, hanno riempito di gioia le giornate dei bambini di intere generazioni. Negli ultimi giorni, però, i dolci – anche noti come Moretti o Negretti – sono stati protagonisti di un’accesa discussione. Il motivo? I cioccolatini sono stati accusati di razzismo a causa del loro nome. La polemica è nata dopo l’uccisione dell’afroamericano George Floyd a Minneapolis (in Minnesota, USA) lo scorso 25 maggio e le proteste del movimento Black Lives Matter. La questione dei Moretti non riguarda Napoli e la Campania. Qui, infatti, sono conosciuti come Chicchirichì, un nome che, di certo, non ha nulla a che fare con il razzismo.

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I famosi Moretti accusati di razzismo: la vicenda

morettiOgni bambino cresciuto negli Anni ’80 li ha adorarti e non avrebbe smesso mai di mangiarne. Il solo vederne le scatole al supermercato riempiva i cuori di gioia. I Chicchirichì sono, per tanti adulti di oggi, davvero un “dolce ricordo”.

Di recente, tuttavia, i Moretti sono stati oggetto di discussione. In Svizzera, infatti, dove sono conosciuti con il nome di Mohrenkopf (“teste di moro”), i famosi dolci sono stati accusati di razzismo. Per questo, la catena di supermercati svizzera Migros ha infatti deciso di ritirarli dai loro punti vendita. L’annuncio è arrivato via Twitter direttamente dall’account di Migros. A sparire dagli scaffali sono però solo i prodotti dall’azienda Dubler, l’unica ad aver utilizzato lo stesso nome nel corso degli anni. Le altre aziende, infatti, li chiamano Kiss.

Moretti e non solo, le altre polemiche antirazziste: la questione “Via col vento”

morettiA smuovere gli animi non è stata solo la questione dei Moretti, ma anche l’iconico film “Via col vento”. HBO Max, il famoso servizio di video on demand statunitense, ha infatti deciso di ritirare dalla piattaforma il film premio Oscar e campione di incassi. Il motivo è – ancora una volta – riconducibile al razzismo. Il film sarebbe stato accusato di contenere pregiudizi etnici e razziali, in passato fortemente radicati nella società americana.

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A Milano imbrattata la statua di Indro Montanelli

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Foto da Wikipedia

Anche in Italia non mancano le polemiche antirazziste. A Milano è stata presa di mira la statua del famoso giornalista Indro Montanelli. Il monumento, che si trova nei giardini di Porta Venezia, è stato imbrattato con della vernice rossa, sulla base la scritta in nero “razzista e stupratore”. La frase farebbe riferimento a una dichiarazione dello stesso giornalista, che raccontò di aver “comprato” una ragazzina eritrea di 12 anni per sposarla. Il fatto è accaduto ai tempi del colonialismo in Africa.

La statua di Montanelli è stata deturpata da ragazzi appartenenti a gruppi di attivisti universitari. Non è la prima volta che il monumento è oggetto di rivendicazioni. L’8 marzo 2019 fu imbrattato dalle attiviste del movimento femminista “Non una di meno” con della vernice rosa lavabile.

Per quanto riguarda l’episodio accaduto recentemente, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo per imbrattamento.

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