Mozzarella di bufala campana, eccellenza italiana amata in tutto il mondo, rischia di subire un duro colpo. Il motivo risiede nei dazi annunciati dal presidente statunitense Donald Trump. Le nuove politiche protezionistiche, che prevedono tariffe su numerosi prodotti europei, potrebbero far lievitare i prezzi di questo gioiello gastronomico negli Stati Uniti. Si tratta di un mercato chiave che assorbe il 10% dell’export totale, pari a oltre 30 milioni di euro. Produttori e consorzi sono in allarme. L’impatto economico potrebbe ripercuotersi non solo sulle vendite, ma anche sull’intera filiera campana. A rischio posti di lavoro e anni di conquiste commerciali.
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Mozzarella di bufala campana: un prodotto unico a rischio
Mozzarella significa tradizione e qualità ineguagliabile. Tuttavia i dazi potrebbero comprometterne la competitività oltreoceano. Negli Stati Uniti, dove una mozzarella di bufala dop si vende tra i 40 e i 60 dollari al chilo, i prezzi potrebbero schizzare fino a 80-120 dollari. Questo potrebbe scoraggiare e non poco i consumatori. Marco Nobis, produttore casertano, sottolinea che il costo aggiuntivo sarà a carico degli importatori e, di conseguenza, degli americani stessi. Tuttavia, il timore è che un aumento così significativo possa ridurre la domanda, interrompendo una crescita costante che negli ultimi tre anni ha visto un incremento delle vendite del 7-8% annuo.
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Le strategie dei produttori per affrontare la crisi

Di fronte alla minaccia dei dazi, i produttori di mozzarella campana non restano con le mani in mano. L’obiettivo è diversificare i mercati. Si punterà su Asia e Paesi del Golfo, dove il prodotto sta iniziando a guadagnare terreno. Tuttavia, sostituire un mercato consolidato come quello statunitense non è semplice. Il 10% dell’export, circa 95mila chili all’anno, rappresenta un volume difficile da rimpiazzare in tempi brevi. Intanto, si guarda al governo italiano e all’Unione Europea, con la speranza di una tutela diplomatica che protegga il made in Italy da questa tempesta commerciale e dal fenomeno dell’Italian sounding, che potrebbe trarre vantaggio dai rincari.
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Un attesa cauta: tre mesi per valutare l’impatto economico
L’incertezza regna sovrana tra i caseifici campani, che stimano una possibile perdita del 15% nell’export rispetto all’anno scorso. “Capiremo l’impatto di queste politiche nel giro di tre mesi”. Afferma Nobis, evidenziando la necessità di dati concreti per valutare il danno reale. La mozzarella di bufala campana, simbolo di un’economia che in Campania genera occupazione e prestigio, si trova a un bivio. Resistere ai dazi con la forza della sua unicità o adattarsi a un mercato globale sempre più complesso. La sfida è aperta, e il futuro di questo tesoro bianco dipenderà dalle mosse di produttori e istituzioni nei prossimi mesi.
































