Napoli 2035, la fantasia al servizio della solidarietà

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Fonte: pagina Facebook "Napoli 2035"

Napoli 2035, il progetto no-profit nato nel 2017 per denunciare la crisi dei senza fissa dimora, diventa associazione. Costituita da nove giovani, artisti e professionisti specializzati in vari settori, prova a lanciare un messaggio di accoglienza e solidarietà. (Leggi anche: Scorz’: la Napoli geniale che ripara i senzatetto dal freddo)

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Fonte: pagina Facebook “Napoli 2035”

Napoli 2035 e il grande successo delle Scorz’

Napoli 2035 è il progetto padre delle ormai famose Scorz’, rifugi temporanei composti da materiali eco-sostenibili. Ideate per offrire privacy e protezione dalle intemperie ai senza fissa dimora, sono fatte di cartone ondulato di alta qualità. Così riescono a resistere a pioggia, vento e incendi. Di facile produzione, utilizzo e smaltimento, vengono distribuite dai volontari aderenti al progetto Napoli 2035. Le Scorz’ sono l’esempio tangibile della creatività che sposa la solidarietà.

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Parola al presidente di Napoli 2035, Giuseppe D’Alessandro

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In foto Giuseppe D’Alessandro, presidente dell’associazione “Napoli 2035”

Abbiamo parlato della nuova associazione con il presidente Giuseppe D’Alessandro.

Come nasce “Napoli 2035” e perché avete scelto proprio questo nome? Ha un significato particolare?

“Napoli 2035 – Design and multimedia in support of homelesses è il titolo della mia tesi magistrale in Design for the Built Environment presso l’Università di Napoli Federico II. L’idea è stata fin dall’inizio quella di dare visibilità alla crisi dei senza fissa dimora, al lavoro dei volontari e alla mancanza di strutture di accoglienza adeguate. Il progetto ha preso forma dopo mesi di ricerca e volontariato presso associazioni di Napoli e Berlino. Finalmente ora è diventato un’associazione di promozione sociale. Ha come data di scadenza il 2035, lo stesso anno in cui abbiamo ambientato una storia che diventerà un fumetto.”

Siete diventati virali grazie alle vostre “Scorz”. Ci raccontate un po’ la loro storia?

ScorzScorz’ è un rifugio temporaneo portatile che protegge dalle intemperie e dona un piccolo spazio personale di privacy a chi la utilizza. L’idea iniziale era quella di creare delle zone urbane climatizzate per combattere l’emergenza freddo che da anni miete vittime tra gli abitanti della strada. L’idea si è poi evoluta in una tenda realizzata con materiali dalle proprietà termoisolanti, di facile produzione e smaltimento e con un impatto minimo sull’ambiente. Il primo video, registrato a gennaio mentre distribuivamo i rifugi, ha fatto il giro del mondo. Scorz’ è in continua evoluzione e stiamo cercando degli sponsor per aggiungere degli accessori, così da realizzare un vero e proprio kit di sopravvivenza urbana. Oltre al telo impermeabile e ai numeri di emergenza pensiamo di aggiungere altri oggetti: un kit di pronto soccorso, una torcia a dinamo, una borraccia, ecc. Scorz’ comparirà anche nel fumetto.”

Cosa vuol dire essere diventati un’Associazione di Promozione Sociale e come influirà sul vostro futuro?

“Aver fondato un’associazione con i miei più grandi amici è la realizzazione di un sogno. Siamo in nove, per ora, e ognuno ha esperienze e competenze differenti. Nel direttivo io mi occupo del project design; Michela Sarnataro, vice-presidente, è psicologa; Marco D’Alessandro, mio fratello, è laureato in economia statistica per le decisioni ed è tesoriere dell’associazione; Ilaria Feola, appassionata di fumetti, ha esperienze di archivistica e si occupa del lavoro di segreteria. Stiamo preparando una campagna di crowdfunding e una serie di iniziative per tutti coloro che vogliono unirsi a noi e diventare soci. Più che sul nostro futuro proveremo a incidere sul futuro di tutte le persone che attualmente vivono in condizioni disumane e, nel nostro piccolo, a dare sostanza a un sentimento di solidarietà tra i più giovani!”.

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