Napoli, bambina down offesa in spiaggia: “Brutta e malata”. La replica del padre

0
204

Napoli bambina down – La crudeltà non ha mai fine. Anche se è “spontanea e innocente” come quella di un bambino. Un bambino che, riportando le parole della madre, dice che una bambina è “brutta e malata”. Soprattutto quando la bambina additata è affetta da downismo. Questo è successo in queste prime bellissime giornate di maggio dove i litorali italiani sono stati presi d’assalto.  

Ti consigliamo come approfondimento – Corea del Nord in lockdown: “State a casa, non uscite più” 

Napoli bambina down: la piccola insultata in spiaggia 

napoli bambina downIl caldo record di questi giorni sta facendo affollare le spiagge da centro a sud Italia. I litorali siciliani, marchigiani, pugliesi, laziali e romagnoli stanno regalando stupendi scorci quasi estivi. Anche Napoli è baciata dal caldo sole che infuoca la sabbia e porta ai primi bagni. Ombrelloni, costumi, castelli di sabbia, giostre, giochi da spiaggia.  

Sulla spiaggia c’è la piccola Alba col suo papà adottivo. Luca Trapanese, l’assessore al welfare di Napoli, l’aveva avuta in affido nel 2017 per poi adottarla. La piccola, affetta dalla sindrome di down, e Luca sono diventati negli ultimi anni i simboli nella lotta per i diritti delle persone affette da disabilità e contro le discriminazioni. 

Alba era tranquillamente in giostra, seguita da papà Luca. Ecco che si avvicina un bambino che, senza cincischiare, addita la figlia di Trapanese. Secondo la madre, la bambina è malata e anche brutta.  

Ti consigliamo come approfondimento – Bandiere blu 2022, spiagge della Campania le migliori del sud Italia 

Napoli bambina down: la testimonianza dell’assessore 

napoli bambina downPure il cuore di un uomo che ne passa e sente tante ogni giorno può essere scalfito. Sentirsi trafitto. Io non piangea, si dentro impetrai, per dire con Dante come Luca Trapanese si sentì in quell’istante. “Non sapevo nemmeno cosa rispondere, perché mia figlia non è malata e la sua disabilità non la invalida dell’essere una bambina felice, oltre ad essere oggettivamente bella” racconta l’assessore.  

Ma la critica di Trapanese è proprio al modello di “pensiero”, secondo lui sbagliato. Quel bimbo, grazie alla sua mamma, rappresenta una parte della società ostile alla diversità, indifferente al dolore, incentrato sul raggiungimento di una perfezione che non esiste. 

Parole soffiate come bolle di sapone, ma cocenti come bombe atomiche. Per Luca e per Alba. Ed è lo stesso assessore a dire che, dopo quelle parole come macigni, altre parole hanno sollevato e ridato il sorriso. Un singolo messaggio, racconta, del genitore di un compagno di classe di Alba. “Grazie a te e ad Alba… lei riesce a sfiorargli le mani… e il cuore”. 

Ti consigliamo come approfondimento – Roma, aggressione omofoba sul tram: “Sei un finocchio, mi fai schifo”  

Napoli bambina down: il peso delle parole e il diritto alla felicità 

napoli bambina downTutti usiamo, ogni giorno, circa 2400 parole in media. Si può spaziare dalle 100 di quando non si ha nulla da dire e si è soli alle 40.000 quando si hanno esami universitari o discorsi solenni da tenere. Ogni parola che usiamo ha un peso specifico.  

A seconda di quale scegliamo e di quando la scegliamo possiamo rendere la vita, nostra e degli altri, meravigliosa o terribile. Possiamo spingere una persona a brillare dei suoi talenti o possiamo spingerla al suicidio. Tutto con una singola parola.  

E l’uso delle parole è strettamente collegato al modo di pensare. Se non sappiamo pensare, non sappiamo usare le parole, o le usiamo a sproposito. E il cattivo uso delle parole, e quindi dei pensieri (e quindi anche delle azioni), fa del male alle persone. Che invece hanno diritto, in qualunque circostanza e in qualunque momento, di trovare la propria strada nel mondo. Di trovare i propri spazi, la propria dimensione, e raggiungere la felicità, che è diritto di ogni essere umano.  

Tra la felicità e l’infelicità un passo. Tra l’infelicità e la felicità un abisso. Il passo verso l’infelicità è una parola. Detta male, fuori posto o da non dire. E ognuno di noi è responsabile di ogni parola detta o scritta. Soprattutto verso gli altri. 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

diciassette + 20 =