Napoli, bollette bruciate sotto la sede Eni: “Noi non paghiamo”. La protesta sostenuta anche da Unione Popolare

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Napoli bollette bruciate

Napoli bollette bruciate, avviene oggi a Napoli davanti la sede dell’Eni. Una protesta che si è sollevata negli ultimi giorni e promossa anche da Unione Popolare. Il partito di sinistra guidato da De Magistris ex sindaco di Napoli. In questo caso però è il popolo stesso a manifestare e a sostenere la tendenza #noinonpaghiamo. Recandosi alla sede dell’Eni di Napoli e dando fuoco alle bollette. Una protesta nei confronti dei continui aumenti dei costi luce e gas. Il movimento nato da questa protesta chiede a tutti di disobbedire in maniera civile, non pagando più le bollette dal 30 novembre prossimo se la situazione non dovesse cambiare.

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Napoli bollette bruciate: quanto sono aumentate le utenze nell’ultimo anno

bonus bolletta, Napoli bollette bruciate,Per comprendere le motivazioni di questa protesta basta prendere i dati dell’ultimo anno e confrontarli. Le utenze, solo nella città di Napoli, tra il mese di agosto del 2021 e quello del 2022 sono aumentato del 31,3%. Un terzo in più dunque che pesa sulle tasche dei cittadini. La conseguenza di ciò si riversa poi anche sui prodotti più comuni che hanno visto un aumento dei prezzi pari al 10.8%. Dati che al portafoglio, più che alla mano, fanno comprendere la gravità della situazione. Una battaglia sociale che una parte della politica si prende in carico di portare avanti, ovvero Unione Popolare. Il movimento di sinistra guidato dall’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

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Napoli bollette bruciate: la protesta di Unione Popolare

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Dalla pagina FB ufficiale di Unione Popolare

Il 20 settembre è proprio Unione Popolare che porta in piazza questa protesta attraverso candidati e sostenitori del movimento. Si sono ritrovati infatti in piazza San Magno, nella provincia di Milano, per bruciare le copie delle loro bollette. Un atto al momento simbolico ma che ha l’obbiettivo di trasformarsi in una vera e propria disobbedienza civile. La data messa come limite dagli attivisti del “noi non paghiamo” è quella del 20 novembre. Se entro tale data infatti non saranno presi provvedimenti adeguati i manifestanti non pagheranno più le bollette. Di tale situazione inoltre parla Stefano Amann, candidato alla Camera per Unione Popolare.

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Napoli bollette bruciate: le parole di Stefano Amann

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Dalla pagina FB ufficiale di Stefano Amann

“Abbiamo deciso, alla fine di questa campagna elettorale, di dare un segnale tangibile e riconoscibile alla popolazione“. Afferma Stefano Amman, candidato alla camera per Unione Popolare. “Nessuno sta facendo nulla a riguardo” sostiene. “Il nostro è un atto simbolico per dar voce alle persone che questo inverno non riusciranno a sostenere spese simili” racconta. “Non è un invito a non pagare le bollette” specifica. “Ma è una segnalazione di un problema“. Poi risponde ad alcune accuse: “C’è chi ci definisce populisti e damagoghi. Se devo esserlo per non seguire le elitè che non sanno risolvere il problema allora preferisco esserlo”.

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