Jago: a Piazza del Plebiscito compare la sua opera “Look-down”

La scultura, da un valore di circa un milione di euro, è un invito a "guardare in basso" per non lasciare indietro le categorie più fragili della società

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Jago

Jago abbandona un’opera da un milione di euro in Piazza del Plebiscito. Un enorme bambino incatenato. E lo fa con un significato ben preciso, cercare di far riflettere sul momento storico che stiamo vivendo. La pandemia inevitabilmente colpirà le classi più deboli della società, ed ecco che allora è necessario, appunto, guardare in basso. “Look-down” non è soltanto distanziamento sociale, ma anche l’occasione che abbiamo per non lasciare indietro nessuno.

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L’arte come analisi del tessuto sociale

jagoIl significato della mia opera? Andatelo a chiedere a tutti quelli che, in questo momento, sono stati lasciati incatenati nella loro condizione”. “Look-down”è un invito a “guardare in basso” ai problemi che affliggono la società e alla paura di una situazione di povertà diffusa che si prospetta essere molto preoccupante, soprattutto per i più fragili”. Così l’artista Jago scrive in un comunicato stampa diffuso dal suo staff e dalla fondazione di comunità San Gennaro onlus. Non è la prima volta che l’artista è impegnato in opere che nascono o si strutturano attraverso le tematiche sociali ed economiche che vive il Paese. Un impegno, questo, che denota un profondo legame tra arte e società, soprattutto a Napoli, realtà in cui artisti e associazioni vivono in prima linea l’esigenza di raccontare quello che sta succedendo.

GUARDA LA NOSTRA ESCLUSIVA INTERVISTA A JAGO

Un Drink all’A’mbasciata con Jago e Vittorio Valiante

Napoli: un’arte che continua a produrre

jagoIl mondo sembra sempre più fermo da quando è arrivata la pandemia, ma l’arte svolge in questo senso un ruolo sempre più prezioso. Tramite opere come quella di Jago si riesce a dare un valore ed un peso alle tante, troppe parole che sentiamo in giro. A Napoli, città d’arte per definizione, tutto questo avviene da secoli. Ed è soprattutto in momenti delicati che dobbiamo imparare ad ascoltare le opere. Un’arte che quindi, nonostante tutto, continua a produrre, anche se in forme diverse, contenuti interessanti che vengono mostrati al grande pubblico. Un’arte saggia, elegante, che ha bisogno di poche risposte, forse perché proprio pone i suoi mille quesiti.

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