Napoli, stop ai luoghi comuni: la città non è tra le più pericolose d’Italia

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Napoli, una delle città d’Italia più ricche di storia e cultura, viene spesso associata al pericolo e alla delinquenza. Molti sono i luoghi comuni e gli stereotipi che vedono una città pericolosa in cui regna la criminalità. Tuttavia, l’ultima classifica stilata da “Il Sole 24 ore” – sui dati del Ministero dell’Interno – smentisce queste convinzioni. Napoli, infatti, è al diciottesimo posto nella classifica delle città italiane con più reati, dopo Pisa. In testa alla classifica troviamo, come lo scorso anno, ancora Milano; all’ultimo posto, invece, Oristano in Sardegna.

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La classifica delle città più pericolose

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Classifica de “Il Sole 24 ore”

La classifica stilata da “Il Sole 24 ore” si basa sull’indice della criminalità. Sono riportate, infatti, le città in cui vengono registrate più denunce per reati, furti e rapine.

Sono inoltre consultabili le graduatorie delle 106 province in base a 18 tipologie differenti di reati. Per la classifica di quest’anno Napoli è scivolata dal diciassettesimo posto – posizione occupata attualmente da Pisa – al diciottesimo.

Sul podio troviamo invece:

  • Milano al primo posto;
  • Firenze al secondo;
  • Rimini al terzo.
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Napoli e le prime proteste in Italia contro le restrizioni

napoli, proteste
Ph. ottenuta dalla diretta di “Team Local Tv”

La classifica stilata, quindi, smentirebbe gli stereotipi che la città partenopea si porta dietro da tanto tempo. Questi sono alimentati da fatti di cronaca come quelli accaduti lo scorso 23 ottobre, quando il presidente campano Vincenzo De Luca ha annunciato in diretta Facebook la richiesta di lockdown per la regione.

L’insoddisfazione dei cittadini è sfociata immediatamente in proteste pacifiche ma anche atti violenti. Alcuni manifestanti, infatti, in quell’occasione hanno lanciato bottiglie e petardi contro la Polizia e incendiato bidoni dell’immondizia. Sono stati lanciati anche fumogeni contro il palazzo della Regione. Simili scene si sono ripetute poi nei giorni successivi anche in altre città, tra cui Roma, Milano e Torino. Anche in questo caso i napoletani sono stati additati come persone incivili che non sanno né accettare né seguire le regole.

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Le affermazioni dell’assessore padovano Andrea Colasio

natale, napoliIn merito alle restrizioni per contrastare il Covid-19, l’assessore alla cultura di Padova Andrea Colasio si è lasciato sfuggire delle dichiarazioni poco lusinghiere. Secondo Colasio, infatti, bisognerebbe prendere misure diverse in base al territorio.

In un’intervista l’assessore ha sostenuto: “Mi permetto di dire che qui non siamo a Napoli, perché esistono una cultura civica molto forte, un senso di comunità altrettanto forte e l’idea che la salute è un bene comune di assoluta importanza”. Dichiarazioni che – come prevedibile – hanno suscitato indignazione e malcontento sui social. Frasi che hanno spinto Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico, a chiedere al sindaco di Padova, Sergio Giordani, l’espulsione dalla giunta dell’assessore.

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