Napoli ritorna Magna Grecia: riaperta al Mann l’ala dedicata

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Bentornati nella Magna Grecia! Giovedì 11 luglio è stata riaperta al pubblico la sezione Magna Grecia del MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L’ultimo allestimento risale al 1996. Dopo più di vent’anni, torna una delle collezioni più belle e ricche del nostro patrimonio storico e artistico. Il nuovo percorso espositivo si ispira al tema delle culture. Si tratta, quindi, di un viaggio nel tempo alla scoperta della complessità dei rapporti tra le le diverse comunità che coesistevano nell’Italia meridionale prima del dominio romano.

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Il Mann ospita un viaggio nella storia

NapoliLa collezione esposta è unica nel panorama culturale internazionale. Oltre 400 le opere presenti che testimoniano la vita sociopolitica della Campania preromana. L’allestimento occupa ben 14 sale dell’ala occidentale del museo. I pavimenti sono mosaici originali romani, provenienti da Ercolano, Pompei, Stabia, Lucera e Capri. Un’esperienza straordinaria che permette al visitatore di “passeggiare nella storia” (con le opportune precauzioni e l’uso di soprascarpe), come rivelato dal direttore del museo Paolo Giulierini. “Restituiamo oggi al MANN una parte fondamentale della sua identità grazie al riassetto dell’ala occidentale dell’edificio“.

Chi visita la mostra potrà immergersi completamente negli usi e costumi della Magna Grecia, attraverso grandi itinerari tematici, come quello della religione, dell’architettura, della pratica del banchetto e delle relazioni tra le diverse popolazioni dell’Italia meridionale dell’epoca.

I valori e i meccanismi alla base della grande macchina dell’Italia pre-romana sono le fondamenta della cultura occidentale. Per questo, conservare reperti cosi antichi è un vanto e un onore, derivati dalla testimonianza viva delle nostri origini.

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Napoli, “vetrina” della Magna Grecia

NapoliIl percorso espositivo viaggia su due binari paralleli. Uno rende omaggio alle tappe della ricerca archeologica, guardando ai personaggi che ne hanno fatto la storia. L’altro è un viaggio dalla colonizzazione greca in Italia Meridionale (VIII secolo a. C.) alla conquista romana (III secolo a. C.).

Napoli, dunque, diventa “vetrina” di un mondo affascinante e lontanissimo, di cui è figlia e custode. L’esposizione vanta un nutrito numero di ori, affreschi, terracotte, bronzi, vasi, gioielli e oggetti votivi. Di significativo rilievo è il Cratere di Altamura (IV secolo a. C.), opera monumentale decorata con immagini del mondo degli Inferi. Incantano le lastre dipinte rinvenute nella Tomba delle Danzatrici di Ruvo di Puglia (VI-V secolo a.C.) e l’Hydria Vivenzio, uno dei vasi più famosi del mondo antico, con cruente scene della presa di Troia. Occhi puntati anche sulle tavole di Eraclea, tavole di bronzo rinvenute nel 1732.

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La storia del nuovo allestimento

Museo Mann NapoliDopo la chiusura nel 1996, occorrerà attende il 2001 per riportare l’attenzione sul riallestimento della sezione Magna Grecia al MANN. In quell’occasione la ex Soprintendente per i Beni Archeologici delle province di
Salerno, Avellino e Benevento Teresa Elena Cinquantaquattro
decide di destinare un milione di euro alla sezione. Inizialmente, il progetto è curato dal Professore Ordinario di Archeologia Classica Enzo Lippolis dell’Università la Sapienza di Roma, scomparso nel marzo dello scorso anno. A lui è dedicata la prima sala dell’esposizione. A sostituirlo è il giovane funzionario archeologo Marialucia Giacco. Dopo 12 mesi di lavoro incessante, il museo riaccoglie una delle collezioni più floride di sempre.

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