Napoli da record: il capoluogo campano è la città più dolce d’Italia!

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Napoli è, nell’immaginario di molti, un angolo di paradiso. Questa terra baciata dal sole, accarezzata dal mare e dal clima mite, protetta dal Vesuvio e da un entroterra ampio, vario e fertile, è un orto di prodotti rinomati e buonissimi. I piaceri della tavola, nelle case partenopee, valgono doppio. La cultura enogastronomica di Napoli fa gola a tanti: dal dolce al salato, non c’è piatto napoletano che non si distingua. Nel periodo natalizio, poi, nelle case e tra le vie si diffondono profumini invitanti. A parlare sono soprattutto i numeri: è Napoli la città più dolce d’Italia!

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Napoli da record: il podio

torrefazione e colonialiIn occasione del lancio del logo “Panettone tipico della tradizione artigianale milanese” e dell’evento “Happy Natale Happy Panettone” (Milano, 14 e 15 dicembre), la Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza, Lodi ha stilato questa “dolce” classifica. Secondo i dati, Napoli siede sul podio, da vera regina d’Italia. Il capoluogo campano vanta il maggior numero di imprese dolciarie sul territorio, rispetto alle altre città italiane: ben 2.427 aziende (+ 7,7% in cinque anni).

A seguire Roma con 1.875 imprese dolciarie, (+6,7%); medaglia di bronzo a Milano con 1.844 imprese dolciarie (+ 5,2%). Sono 40.483 in totale le aziende italiane attive nella produzione e nel commercio di dolci. Gli addetti del comparto sono circa 167.000, + 9% in cinque anni.

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La classifica

panettoneLa graduatoria premia diverse città italiane. Al quarto posto c’è Torino, con 1.540 imprese dolciarie (+5%). Sullo stesso piano, con oltre 1.000 imprese, ci sono diverse città meridionali: Palermo, Catania, Bari e Salerno. Quest’ultima vanta quasi 1.000 aziende: con un +11%, a sorpresa è prima per crescita tra i principali centri dolciari.

Il podio si capovolge se si considera, invece, il numero di addetti impiegati nel settore. La prima è Milano, con oltre 9.000 unità. Al secondo posto c’è Roma con circa 7.000 impiegati. A Napoli e Torino sono circa 6.000 i lavoratori con “le mani in pasta”. Un altro dato interessante è quello della diversa “composizione” dell’imprenditoria del settore dolciario italiano. Su 40.000 imprese, 12.000 sono dirette da donne, 4.000 da giovani e 2.000 da stranieri.

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Napoli, non solo dolci: anche l’acqua è buona

sorgesana napoliIn occasione del recente Forum Anea, l’assessore all’ambiente del Comune di Napoli Raffaele Del Giudice ha confermato la bontà dell’acqua del rubinetto della città.

Il 67% dei napoletani compra acqua in bottiglia, per una spesa media annua di 400 euro. L’acqua del rubinetto delle case napoletane, però, ha superato i test clinici ed è garantita da Abc e dell’Asl. Enrico Di Maio, direttore tecnico di uno dei laboratori accreditati per le analisi nelle abitazioni ha spiegato che, nell’ambito delle ultime 110 analisi nei condomini, nel 92% dei casi l’acqua risulta perfetta. Eventuali risultati negativi sono dati da condutture vecchie, con problemi di discontinuità.

Le verifiche dell’acqua nei condomini sono effettuate da laboratori, per la modica cifra di 150 euro. Dal 2020, grazie a un accordo tra Anea (Agenzia Napoletana Energia e Ambiente) e 30 laboratori accreditati a Napoli e provincia, il prezzo scenderà a 130 euro.

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