Napoli artisti in rivolta a Piazza Plebiscito: “Ministri come Re Magi!”

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Napoli rivolta artisti
Da Anteprima24

Napoli rivolta artisti a Piazza Plebiscito. Un comitato di addetti nel settore culturale, accompagnati da precari, studenti, impiegati in manifestazione contro il Governo. Tre fantocci dei Ministri Catalfo, Gualtieri e Franceschini. Protagonisti delle invettive di un popolo ormai stanco. La zona arancione ha aumentato la povertà, ma Napoli resiste. Attraverso tre iniziative la città fa sentire la propria voce.

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Napoli rivolta artisti, di fronte alla prefettura tre fantocci dei Ministri

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Ph: Roberto Improta

Napoli è una città viva, forte, ma non per questo non può essere stanca. È stata la prima a insorgere contro le restrizioni del Governo. È ancora la prima a continuare la propria lotta. Sarà che la Campania è tra le regioni più colpite dal Covid, sarà perché la lotta è insita nel sangue partenopeo, ma Napoli continua a far sentire la propria voce.

Artisti, precari, studenti, disoccupati si sono riuniti in un presidio davanti alla prefettura del capoluogo campano. Tre fantocci sono stati esposti di fronte all’ingresso del palazzo governativo. Ministri come Re Magi: Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia, è la Disoccupazione; Nunzia Catalfo, Ministro del Lavoro, Lavoro Nero; Dario Franceschini, Beni e Attività Culturali, Precarietà.
Una manifestazione che si è protratta per le strade di Napoli. “Natale per tutti o per nessuno“, recita qualche striscione. I manifestanti: “Patrimoniale ai ricchi per garantire welfare e diritti insieme alla messa in sicurezza di ospedali, rsa, scuole e mezzi di trasporto“.

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L’arte? Sì, ma di combattere. Napoli rivolta artisti

Napoli rivolta artistiPiazza del Plebiscito, ore 15. Ciò a cui si è assistito è stata la rivolta della cultura. “La cultura deve avere la stessa evidenza della fame“. Così i lavoratori dell’arte e dello spettacolo della regione Campania hanno denunciato la precarietà. Dall’inizio della pandemia, dopo il primo e il secondo lockdown il settore di arte e cultura è quello tra i più colpiti. Nessuna tutela, né da parte del Governo, né dalla regione.

Il Coronavirus ha spezzato le speranze e il futuro di molti, ma le preoccupazioni degli enti governativi appaiono più vuote delle inutili promesse. “La cultura, la sanità e la scuola sono merce per querelle televisive, ma nessuna misura concreta viene presa per garantire questi settori.”
Una verità sotto agli occhi di tutti. Per gli artisti è stata necessaria una raccolta fondi.
I manifestanti aggiungono poi: “La Campania è di nuovo zona arancione per consentire lo sperpero natalizio, ma intanto migliaia di persone quest’anno a tavola metteranno la pasta in bianco“.

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L’arte napoletana risponde con tre iniziative

Napoli rivolta artistiLa pandemia chiama? Napoli risponde. Partono tre iniziative per il sostegno del settore dell’arte e cultura. Dal teatro alla musica, dalla pittura alla danza, le Muse di Napoli danno il via all’arte:

  • Napoli suona ancora: indetto da Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli in collaborazione con Arealive. Videoperformance registrate di più di 100 musicisti proiettate al Pan – Palazzo delle Arti Napoli – e al Maschio Angioino. Dal rock al blues, jazz, soul e musica da camera. 
  • (H)earth – Ecosystem of arts and theatre: Teatri Associati di Napoli e Teatro Area Nord, insieme all’Assessorato, affiancano arte ed economia. Un’iniziativa per rilanciare il settore, coinvolgendo piccoli teatri dell’area napoletana, con rappresentazioni fino a inizio 2021. Arte e cultura per un nuovo futuro.
  • Luci sulla città: niente luci natalizie, ma installazioni luminose. Tutta l’area della città sarà ricoperta di arte. Si parte dal Maschio Angioino che già vede sulle proprie mura proiettate opere d’arte.

L’arte è da sempre espressione del mondo e anche questa volta sarà l’arte a salvarlo.

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