Napoli: apre The Spark Creative Hub, tra libri, design e creatività

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Nel cuore di Napoli, a piazza Bovio (anche conosciuta come Piazza Borsa) apre “The Spark: Creative Hub”, una libreria polifunzionale che lega il mondo dei libri a quello del design e del digitale. Tre piani per 500 metri quadrati di cultura e innovazione pura. The Spark mira a essere un punto di riferimento per i giovani e non solo. Noi di Informa Press ci siamo recati all’open day della libreria per scoprirne di più su questo fantastico clima culturale che si fa spazio nelle strade storiche della nostra città.

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Napoli: a Piazza Borsa si respira un clima di cultura

napoliOltre 20.000 titoli, un laboratorio di fabbricazione digitale, un co-working e un’area specifica dedicata alla formazione e agli eventi. Particolare l’area coffee break, con varietà gastronomiche tipiche di Napoli. Un luogo di coccole che sorge a pochi passi dalla Federico II di Napoli. Entrare in The Spark significa abbracciare la modernità che ci circonda, mischiare i profumi dei libri a quelli del design e del digitale, circondandosi di alcuni oggetti, idealizzati all’interno del laboratorio stesso.

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The Spark: parola ad Alessandro Di Rienzo

napoliThe Spark nasce da un’idea di Michela Musto, affiancata dallo spirito creativo di Francesco Wurzburger, Benjamin Zain Saldin, Alessandro Di Rienzo, Fabrizio Franco, Flavio Gladi e Roberta Fuorvia. Il loro scopo? “Trasformare i sogni in prototipi, le idee in prodotti”. Abbiamo intervistato uno dei creatori di The SparkAlessandro Di Rienzo:

Ciao Alessandro, come nasce l’idea di The Spark Creative Hub?

“The Spark nasce da un’idea di Michela Musto che, tornata da Londra, decide di mettere a sistema quelle che sono le sue professioni e passioni. Insieme a Francesco Wurzburger, suo cugino, libraio da generazioni, danno vita al progetto di The Spark, progetto a cui ci aggreghiamo poi noi altri, con un forte senso di compartecipazione.”

“Trasformare i sogni in prototipi, le idee in prodotti”. Questo è uno dei vostri obiettivi. In che modo The Spark riesce a farlo?

“Per una serie di attività cerchiamo di fornire gli strumenti necessari per la produzione: chi vuole inventare un oggetto qui trova non solo i macchinari, ma anche le professionalità che lo accompagnano nella realizzazione; chi vuole imparare a elaborare un testo, trova chi lo aiuta nel farlo. Siamo anche editori, quindi si può instaurare il contatto con chi stampa libri.
Deve essere visto come un luogo che mira anche alla realizzazione delle persone.”

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Michela Musto: “Ecco come nasce The Spark”

NapoliSiamo riusciti a incontrare Michela Musto, che gentilmente ci ha rilasciato qualche parola:

Ciao Michela, vorrei iniziare con una domanda diretta e anche alquanto generale. Perché e come nasce The Spark?

“Nasce dall’idea di mettere in un contenitore tutto ciò che amavo, dal mondo del libro a quello del design e dell’architettura. The Spark è un posto dove riuscire a esprimere ciò che più si ama, che sia in termini di produzione, progettazione o formazione. Iniziamo oggi con diversi corsi che spaziano alla fabbricazione digitale, al teatro, alla scrittura creativa.”

Come si struttura la formazione?

“La formazione si struttura in corsi. Si va dai più basici a quelli avanzati, per poi avere anche corsi strettamente professionalizzanti per ogni disciplina. C’è un’offerta formativa anche per i più piccoli. Attualmente, abbracciamo diversi ambiti: software, fabbricazione digitale, realtà virtuale, elettronica e coding, scrittura creativa, teatro e musica. L’idea è però sempre e comunque quella di restare aperti a qualsiasi tipo di formazione. Si pone un’offerta un po’ diversa rispetto ai canoni accademici e di insegnamento. Più informale e divertente.”

Cosa spinge, magari, uno studente universitario a recarsi in questa libreria?

“La libreria è un luogo in cui ci si coccola, dove ci si lascia tentare da nuove cose, nuovi ambiti. È questo quello che avviene qui. Magari qualcuno si reca da The Spark per gustare un caffè, nota una stampante che crea un bracciale o un vaso e da lì può nascere un’idea, un’ispirazione. Credo che la cosa più bella sia venire qui per una ragione e poi essere coinvolti anche in altro. Noi in particolare teniamo al lato didattico, che è sicuramente uno dei nostri punti più importanti.”

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