Tra Vortici e Sirene, l’aprile di Napoli splende di cultura

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Napoli

Intesa Sanpaolo apre al pubblico alle Gallerie d’Italia – Napoli dal 3 aprile al 5 luglio 2026, la mostra Vortici. Alexi Worth in dialogo con la ceramica antica a cura di Silvia Gaspardo Moro e Richard Neer, un inedito dialogo tra la collezione di ceramiche attiche e magnogreche della collezione Intesa Sanpaolo e l’arte contemporanea dell’artista americano Alexi Worth. Il 2 aprile c’è stata la presentazione alla stampa.

Inoltre, venerdì 3 aprile (Auditorium del MANN, ore 11.30) c’è stata la conferenza stampa di presentazione della mostra “Parthenope. La Sirena e la città“, che sarà visitabile sino al prossimo 6 luglio, iniziativa sostenuta da Regione Campania e Scabec – Società Campana Beni Culturali con fondi campania>artecard”.

Informa Press era ad entrambi gli eventi e vi racconta com’è andata.

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Eventi Campania 2026 – Gallerie d’Italia – Napoli presenta “Vortici. Alexi Worth in dialogo con la ceramica antica”

Intesa Sanpaolo apre al pubblico alle Gallerie d’Italia – Napolidal 3 aprile al 5 luglio 2026, la mostra Vortici. Alexi Worth in dialogo con la ceramica antica a cura di Silvia Gaspardo Moro e Richard Neer, un inedito dialogo tra le ceramiche attiche e magnogreche della collezione Intesa Sanpaolo e le opere dell’artista contemporaneo statunitense Alexi Worth.

Nove tele di Worth, che per la prima volta espone in Italia, condividono le sale delle Gallerie d’Italia con quattro vasi della Collezione Caputi – storica raccolta archeologica ottocentesca, costituita da oltre 500 esemplari ceramici greci e magnogreci di VI-III secolo a.C., oggi parte del patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo –, selezionati da Richard Neer, professore di Storia dell’arte dell’Università di Chicago, in una riflessione che attraversa la storia sul tema del simposio e della gestualità del bere.

Vortici. Alexi Worth in dialogo con la ceramica antica” – Le dichiarazioni dei protagonisti

Importanti le parole che Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale delle Gallerie d’Italia, ha riservato alla conferenza stampa, rispondendo anche alle nostre domande:

Al giorno d’oggi, essere collezionisti è una responsabilità. Vuol dire avere il compito di far dialogare l’arte con il mondo. Scegliere cosa mostrare e come collegarlo alla contemporaneità. Non a caso, Gallerie d’Italia non esisterebbe se non puntasse moltissimo sulla funzione educativa di questi spazi. Noi lavoriamo tantissimo con le scolaresche, abbiamo voluto e ottenuto la gratuita dell’accesso a questi spazi ai ragazzi fino ai 18 anni e stiamo lavorando alla gratuita per gli adulti fino a 25 anni.

Cosa deve essere un museo oggi? Deve essere un luogo aperto, inclusivo, capace di accogliere collezioni differenti ma anche ospitare periodi dell’arte differenti. Deve essere il racconto di una valorizzazione voluta insieme dai privati e dalle istituzioni pubbliche, attraverso proposte e racconti voluti dalle eccellenze. E per questo devo ringraziare Silvia Gaspardo Moro, da cui è partita l’idea di tutto questo.

La chiave di lettura delle opere, invece, ci viene raccontata dallo stesso artista, Alexi Worth:

Sono orgoglioso di essere qui e felice di questo incontro. Nelle opere esposte non solo s realizza compitamente ciò che era nella mia immaginazione, ma c’è anche qualcosa in più, un dialogo con artisti di un altro tempo (quelli delle ceramiche attiche e magnogreche della collezione Intesa Sanpaolo, ndr), con i quali ci siamo incontrati nell’universo comune dell’arte).

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Eventi Campania 2026 – Inaugurata al Mann “Parthenope. La Sirena e la città”

In un auditorium gremito oltre ogni ordine di posti, alla numerosa presenza di istituzioni, giornalisti e pubblico, il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano ha presentato Parthenope. La Sirena e la città, una mostra che omaggia il mito fondativo di Napoli raccontandone non solo la storia, ma anche l’infinito presente. La mostra si avvale infatti di contributi da tutto il mondo (a partire ovviamente da altri musei di Napoli stessa, come Le Gallerie d’Italia, fino ad arrivare a New York) ma parte dai ritrovamenti effettuati durante gli scavi delle linee 1 e 6 della metropolitana di Napoli stessa. Passato e futuro che dialogano in un simbolo che nasce con Napoli e vive con essa.

Insieme al direttore, a presentare la mostra c’erano:

  • Alfonsina Russo (Capo Dipartimento per la Valorizzazione del MiC);
  • Luigi La Rocca (Capo Dipartimento Tutela del patrimonio Culturale del MiC);
  • Massimo Osanna (Direttore Generale Musei statali);
  • Gaetano Manfredi (Sindaco di Napoli);
  • Intervento speciale anche di Michele Coppola, direttore di Gallerie d’Italia.
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Parthenope. La Sirena e la città” – Le dichiarazioni dei protagonisti

Prima della mostra, i protagonisti hanno rilasciato alcune dichiarazioni. A partire da Francesco Sirano: “Abbiamo testimonianze del mito delle Sirene fin dall’ottavo secolo a.C. Ciò che è straordinario è non solo che Napoli è l’unica città ad avere un rapporto così profondo con una delle sirene (ovviamente Partenope) ma che il mito di Partenope sia arrivato ancora oggi e sia fonte di riletture straordinarie da parte di artisti di tutto il mondo.”

Passiamo a Massimo Osanna, che nella sua lunga carriera è stato anche direttore del Mann (e in questa veste lo abbiamo incontrato l’anno scorso): “Questa mostra vuole evidenziare lo stretto legame tra Napoli e la Sirena Partenope fin dalle origini. Infatti questa mostra non si limita all’archeologia, ma affronta anche il complesso tema della rilettura di un simbolo così forte nel presente.”

Infine abbiamo Raffaella Bosso, tra le curatrici della mostra: “Dietro Partenope, la Sirena e la città c’è un lavoro importante, una sinergia tra il Museo e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il comune di Napoli. Questo legame ha permesso un importante lavoro di cernita dei materiali che provengono dagli scavi della metropolitana.

Lavorare su diversi strati della città ha mostrato che Napoli è sempre stata un luogo di relazioni e la sirena, effigiata spesso sulle monete (una sezione della mostra è dedicata proprio alla numismatica), mette in luce le relazioni commerciali di Napoli nella storia.