Napoli, proteste degli studenti: “Non chiamateci untori!”

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Campania protesta commercianti

Napoli studenti proteste – il grido di chi non ne può più di avere il dito puntato contro. Sono i ragazzi delle scuole superiori a scioperare, reclamando il diritto allo studio e colpevolizzando i politici. Non avrebbero fatto abbastanza, quest’ultimi, per garantire un rientro alla didattica in presenza in sicurezza.

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Napoli studenti proteste: i giovani contro la Regione

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Dal gruppo Facebook Tuteliamo i nostri figli Campania

Striscioni contro note personalità politiche hanno marciato per il capoluogo, per poi stanziarsi in una grande piazza. Numerosi slogan denunciano le attuali condizioni degli studenti, tornati tra i banchi di scuola a partire dallo scorso 1 febbraio. “In questi mesi siamo stati accusati di essere degli untori, ma il virus non è nelle scuole. Il problema principale sono i trasporti affollati, non le scuole”, queste sono le parole dei ragazzi e delle ragazze. Non fanno parte solo di istituti situati nel centro napoletano; molti provengono dalle province, ma tutti hanno riscontrato il medesimo disagio. Treni e autobus non potenziati, non garantiti e sempre affollati – è lì che si annida il reale pericolo. La voglia di tornare alla normalità è tanta, tuttavia è un’ardua impresa a causa dei mancati provvedimenti da parte dei responsabili dei settori coinvolti. E pertanto gli studenti accusano il Ministero dei Trasporti, il sindaco di Napoli e delle province, la Regione intera con De Luca.

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Napoli studenti proteste: la chiusura delle scuole

De Magistris presidente Calabria
Dal profilo Facebook ufficiale di Luigi De Magistris

In meno di una settimana, la Campania ha registrato un drammatico aumento di casi da Covid-19. Tale motivo potrebbe cambiare il colore della Regione: dal giallo si passerebbe all’arancione. Il governatore Vincenzo De Luca ha già in mente nuove restrizioni per tenere sotto controllo i contagi. Tra queste, vi è anche la questione del mondo scolastico. Se da una parte si vuole chiudere tutto, dall’altra c’è chi è contrario a questa decisione: si tratta di De Magistris. “Terrei aperto 24 ore su 24”, aveva detto infatti, difendendo la schiera di chi ha sacrificato molto. E tra questo tiro alla fune, intervengono nuovamente i ragazzi: “Dalla Regione c’è uno scaricabarile. Così si pensa di togliersi ogni responsabilità sulla gestione della scuola.”

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