Napoli Tragedia Solfatara, arriva la sentenza: 1 condanna, 5 assoluzioni

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Napoli Tragedia Solfatara
Da Vesuvio Solfatara

Napoli Tragedia Solfatara, arriva la conclusione processuale. Il Tribunale di Napoli ha stabilito la sentenza: una condanna e cinque assoluzioni. Confiscata l’area vulcanica. In quel 12 settembre 2017 morì un figlio coi suoi genitori, risucchiati dalle sabbie. Nel 2019, una perizia aveva già indicato il sito come pericoloso e non autorizzato. La sorella di Massimiliano Carrer, il padre: “nulla potrà mai ripagarci della loro perdita.”

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Napoli Tragedia Solfatara, l’epilogo che chiude la vicenda

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Da Vesuvio Solfatara

Il tribunale di Napoli ha emesso la sentenza concludendo la vicenda nota come Tragedia del Vulcano Solfatara. Nel 12 settembre 2017, Meolo Massimiliano Carrer e Tiziana Zaramella persero la vita insieme al loro primogenito Lorenzo; davanti agli occhi del fratello minore. Caddero in una voragine creatasi dalle piogge, fatale l’accumulo di anidride carbonica del sottosuolo. I genitori morirono per salvare il figlio. Il sito, mal gestito, fu dichiarato, nel maggio del 2019, come pericoloso e non autorizzato, nei fatti molte zone risultarono abusive. Il Vulcano Solfatara è classificato come altamente pericoloso.

Dopo quattro anni, il caso giuridico arriva al suo epilogo con la condanna di Giorgio Angarano, 73enne rappresentate legale della Vulcano Solfatara srl; reclusione a sei anni, pena accessoria di interdizione perpetua dai pubblici uffici e pagamento delle spese processuali.
Un lungo processo conclusosi con il consiglio del Gup di Napoli. I familiari delle vittime, assistiti da Alberto Berardi, Padova, e Vincenzo Cortellessa, Santa Maria Capuavetere, hanno ottenuto un risarcimento; mentre la società dovrà pagare una multa di 172 mila euro. Come nota finale, confiscata l’area vulcanica.

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“Qualsiasi condanna sarebbe stata inadeguata per un fatto così terribile”

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Da Vesuvio Solfatara

Insieme ad Angarano, erano sotto processo anche i soci dell’amministratore: Maria Angarano; Maria Di Salvo, 70 anni e Maria Di Salvo, 41 anni; Annarita Letizia; Francesco Di Salvo. Tutti assolti per non aver concorso nell’accaduto. La Procura di Napoli ugualmente contesta ogni imputato per negligenza, imperizia e imprudenza. Una cattiva gestione che ha portato a una tragedia che non può essere dimenticata. Secondo l’avvocato Cortellessa: “La vera “punizione” è la confisca dell’area che le fa perdere alla società condannata una rilevante fonte di introito, considerato il quasi milione di turisti all’anno che faceva registrare il sito.”

Quanto, invece, alla sorella di Massimiliano Carrer, Elisabetta Carrer: “Nulla potrà mai restituirci mio fratello Massimiliano, Tiziana e Lorenzo e nulla potrà mai ripagarci della loro perdita. Oggi mio nipote ha undici anni, crescendo comincia a prendere coscienza di ciò che è successo ai genitori e al fratello maggiore e inizia a chiedersi perché delle persone possano aver permesso che accadesse una tragedia del genere“. Per quanto concerne la confisca dell’area anche Carrer si augura che il sito possa trovare nuova luce con una nuova gestione, che sia più ossequiosa e più scrupolosa. “Che la morte di mio fratello, di mia cognata e di mio nipote possa essere da monito affinché le logiche del profitto non abbiamo mai più a prevalere sulla prioritaria incolumità delle persone“.

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