Scoperta straordinaria: un guanto elettronico per parlare con segni e gesti

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nasce guanto elettronico
Dalla pagina Facebook dell'Unicam "Università degli studi di Camerino"

Nasce guanto elettronico che permetterà di parlare a persone affette da ictus, emiplegici e a persone autistiche. Questo guanto elettronico sarà in grado di tradurre i gesti in parole. Progettato e sperimentato in Italia.

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Nasce guanto elettronico per chi ha difficoltà comunicative

nasce guanto elettronicoIl guanto elettronico “E-Glove” è in fase di sperimentazione e sarà presto utilizzato per la comunicazione per chi possiede difficoltà in essa. Infatti, sarà utilizzato per chi possiede difficoltà nell’articolare le parole o per chi possiede problemi comunicativi dovuti a deficit neurologici o menomazioni. Tale strumento permetterà una comunicazione aumentativa e alternativa a chi presenta difficoltà nell’utilizzo del canale comunicativo orale. Il guanto permette, infatti, di tradurre i movimenti delle mani e delle dita in parole. Il Gruppo Kos sta creando il prototipo per integrare e completare le attività di riabilitazione dei pazienti. Esso funzione tramite dei sensori inerziali che raccolgono i gesti convertendoli in voce tramite un sintetizzatore vocale.

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Nasce guanto elettronico in un laboratorio italiano

nasce guanto elettronicoQuesta innovazione è ancora un prototipo strumentale ed è da poche settimane in fase di sperimentazione. I pazienti che lo stanno testando sono tutti giovani autistici che stanno ottenendo ottimi risultati. Al progetto di sviluppo hanno partecipato diversi team di informatici, statistici, matematici, fisiatri, fisioterapisti, logopedisti e bioingegneri. Tale tecnologia è nata nei laboratori Unicam grazie ad un’idea dello Spin-off Limix. Il guanto permette la traduzione della LIS, la lingua dei segni, in voce. I ricercatori coadiuvati da alcuni docenti Unicam hanno reso possibile una continua evoluzione del prototipo per utilizzarlo nella sanità e in riabilitazione. La capofila del progetto è stata Limix Srl ossia lo spin-off scientifico dell’Università di camerino. Hanno coadiuvato il progetto anche Jesilab, una società di Kos Care Srl di Jesi, e Acme Lab Srl di Ascoli Piceno. Il progetto in sé è stato, però, possibile solo grazie al cofinanziamento del Fondo europeo di sviluppo regionale.

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