Natale neonato morto in mare assieme ad altri ventisei migranti. Mentre l’occidente festeggia e rende omaggio alla cristianità natalizia, Gesù muore affogato. Potremmo raccontarla così, perché è così che è andata. Non è nato nel giorno di Cristo ma in quel giorno ci è morto. Mentre le famiglie brindavano e auguravano “buone feste”, lui, i suoi genitori e una ventina di persone affogavano. Erano diretti in Italia ma si sono fermati nel mare Egeo. Questo accade quando la migrazione è affidata ai trafficanti perché i porti sono chiusi.
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Natale neonato morto: la tragica vicenda nel mar Egeo
Erano diretti in Italia, in ventisette. Tra di loro un neonato, forse accompagnato dai suoi genitori. Era il giorno di Natale ma non erano davanti ad un camino. Non mangiavano e brindavano all’insegna di un cristianesimo sempre più capitalista. Erano su un gommone, nemmeno su una barca, senza cibo e giubbotti di salvataggi. Si dirigevano verso l’Italia nella speranza di un futuro che per loro è terminato nelle acque dell’Egeo. Qui, il mare, li ha chiamati a sé, li ha travolti, ma non li ha uccisi. Non si può dare colpa alla natura per un fenomeno che poteva essere evitato. Sarebbe bastato una legge, una nave, un attracco. Ma invece hanno dovuto riporre il loro destino e la loro vita nelle mani dei trafficanti.
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Natale neonato morto: anche la Vigilia è stata rosso sangue
L’Italia come Betlemme, il neonato come il bambin Gesù, il gommone come la grotta. Eppure, nessun Re Magio a portare loro doni, ma solo trafficanti pronti a guadagnare sulla loro vita. Sono feste rosse si, ma rosse come il sangue. Non solo a Natale ma anche alla Vigilia si è consumata la stessa tragica vicenda. Non erano in ventisette ma in undici, per un totale di trentotto vittime. Il mare non ha risparmiato nessuno, seppur al momento siano ventisette i morti accertati. Gli altri sono dispersi, non si sa dove, non si sa se vivi. Intanto però nel mondo si scartano regali, si mangia e si butta quello che avanza, si ride e si scherza. Se questo è un uomo… direbbe Primo Levi. Se questo è Natale… dovremmo dire noi.































