Negazionisti: dalla Peste al Covid non è cambiato niente in 400 anni

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Negazionisti

Il Covid-19 ha dei grandi alleati: i negazionisti. Ben più antichi del virus patogeno. Esistevano già ai tempi della Peste nel Seicento, con il Vaiolo, con la febbre Puerperale, con la Spagnola. Poi si sono ripresentati, in nuove vesti, negando la storia, negando la scienza, negando la realtà.
Ve li racconteremo attraverso la storia e i romanzi fino ai tempi nostri. La domanda fondamentale resta: Chi nega, si renderà mai conto delle conseguenze di questa pandemia? 

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Il negazionisti ai tempi della peste

NegazionistiMilano – 1630. Iniziano qui le prime testimonianze di negazionismo. C’era la Peste e c’era chi negava l’esistenza dell’epidemia. La fame, la crisi economica, i tumulti spinsero il popolo a puntare il dito contro i medici. Gli unici a gridare al pericolo, eppure accusati di aver inventato il patogeno. A raccontarlo è Alessandro Manzoni, ne I Promessi Sposi e nel saggio Storia della colonna infame. A pagarne le conseguenze i presunti untori, ricercati come streghe da ardere.
Toccò al Vaiolo, etichettato da Giolitti come febbre di altro tipo. Mario Adorno, invece, credeva che il Colera fosse un virus borbonico, creato dalla Politica. La febbre Puerperale: donne morivano per sommovimenti tellurici. I medici credevano che la causa fosse una gravidanza precoce, la malattia era il frutto della vergogna. L’unico ad accorgersene fu Ignác Semmelweis, un medico ungherese, il primo a scoprire che le particelle cadaveriche sulle mani dei medici causavano la malattia. 

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Negazionisti quotidiani

NegazionistiOgni giorno è negazionismo, ognuno di noi ha pensato a qualcosa di irreale per poter continuare a vivere. Scientificamente, e a dirlo sono due psicologi Eve e Mark Whitmore, la negazione non è altro che un meccanismo di difesa. L’ansia e lo stress generano una strategia per ritrovare la sicurezza.
Alle volte, si arriva persino a negare la realtà, la scienza, la storia. La febbre Spagnola scoppiò durante la Prima Guerra Mondiale e nei regimi belligeranti la censura negava la diffusione del virus. La Spagna era neutrale, ergo untore.
La Shoah, c’è addirittura chi nega l’olocausto ebraico. Arriviamo al Covid: Bill Gates, le mascherine nocive, le antenne 5G, il virus creato in laboratorio, medici bugiardi, le lobby. Complotti, negazioni anche davanti ai camion con le bare cariche di morti.
Abbiamo paura, il mondo è sull’orlo del barato e la crisi ci ha in morsa. Allora, alcuni, per salvarsi, negano.

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Dove ci porterà l’orizzonte degli eventi?

NegazionistiNegare la realtà non serve più di tanto, gli effetti di questa pandemia sono reali.
I ricercatori stanno già studiando le ricadute causate all’organismo post contagio.  I medici dello Spallanzani parlano di conseguenze dell’apparato respiratorio e immunitario. Il virus ha effetti latenti: molti pazienti lamentano la persistenza di affanno, difficoltà respiratorie. Altri continuano a non percepire gusto e olfatto.
L’altra conseguenza è la crisi economica. C’è chi fa il paragone con la Depressione del ’29, ma la situazione è diversa. A quel tempo, la causa fu la sovrapproduzione, una crisi finanziaria che si tramutò in economica. Il processo attuale sarà inverso.
I mercati si muovono verso una nuova visione: si analizzano i consumatori, le paure, le nuove abitudini. Le aziende hanno abbracciato lo smart working, si guarda a nuove forme di produzione e distribuzione. Il marketing cambia. Il mondo è cambiato e non tornerà come lo ricordavamo, perché negarlo?

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