Neonato ustionato da ferro rovente o candeggina. La madre: “Non ricordo”

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Neonato ustionato a Portici, la prognosi resta riservata. I legali della madre dicono che la donna non ricorda nulla e non sa di cosa l’accusano. Il gip che si occupa del caso dichiara che le ferite con ogni probabilità siano state causate da un ferro da stiro o dal contatto con agenti chimici come la candeggina. 

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Neonato ustionato a Portici: le ferite 

Napoli neonato ustionato, neonato ustionato Vincenzo, il neonato di soli 13 giorni sta facendo dei passi avanti nella riabilitazione. Respira e beve latte dopo l’intervento, ma la prognosi resta riservata. Sarà sottoposto a ulteriori interventi nel corso delle prossime settimane. Intanto continuano le indagini da parte del gip, Rosaria Maria Auferi, che ha ufficialmente firmato la convalida per l’arresto dei due genitori. Continuano gli accertamenti per capire come siano state provocate le ustioni al bambino. La nuova ipotesi degli inquirenti farebbe pensare che le ferite siano una conseguenza dell’inabilità genitoriale, ma che non siano tuttavia state inflitte in maniera volontaria. I medici hanno spiegato che le ferite sono conseguenza di episodi perpetuati nel tempo. Tre le cause possibili detergenti inadeguati per lavarlo, come la candeggina, oppure un ferro da stiro.  

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Neonato ustionato: le dichiarazioni della madre 

neonato ustionato I due genitori, Concetto Bocchetti e Alessandra Terracciano sono già stati denunciati. Il padre si trova già nel carcere di Poggioreale. Risultano inoltre già precedenti accuse di maltrattamento minorile a suo carico e violenza domestica sulla moglie. La donna si trova ancora nel reparto di psichiatria dell’ospedale del Mare, ma dopo le sue dimissioni verrà trasferita al carcere di Pozzuoli. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ma i suoi legali hanno spiegato le condizioni psichiche della donna. “Ho avuto modo di parlare con la signora quando era ancora in ospedale. Lei non ricorda nulla. Ricorda lucidamente fino al parto, da quel momento in poi mischia ricordi confusi a episodi immaginari che lei ritiene veri. È convinta che il bambino stia bene. Non riesce a capire per quale motivo si trovi in carcere.”

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