Nuova Orchestra Scarlatti al Museo Madre, un incanto di musica contemporanea

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Nuova Orchestra Scarlatti
Il Quintetto di fiati della Nuova Orchestra Scarlatti Young e il Maestro Gaetano Russo Ph: Roberto Improta

La Nuova Orchestra Scarlatti porta la musica contemporanea al Museo Madre con un’esibizione da camera dal repertorio del ‘900. Cinque strumenti di fiati variegati sotto la guida del Maestro Gaetano Russo hanno dato lustro a grandi compositori. Da Pierre Boulez a Malcolm Arlond, fino al repertorio d’avanguardia di Ennio Morricone. Lo spettacolo “Why? Why? Why?” si è arricchito della performance teatrale tratta dall’Opus Number Zoo di Luciano Berio. Abbiamo intervistato per voi il clarinettista Gaetano Russo e il giovane flautista Francesco Attore.

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La Nuova Orchestra Scarlatti incanta il Museo Madre con “WHY?… WHY…WHY?…”

Nuova Orchestra Scarlatti
Nella Sala Madre il Quintetto di fiati e il clarinettista Gaetano Russo
Ph: Roberto Improta

La Nuova Orchestra Scarlatti al Museo Madre ha portato in scena uno spettacolo d’innovazione e di avanguardia. Il quintetto fiati (Pierdavide Falco, oboe, Francesco Attore, flauto traverso, Mario Brusini, fagotto, Angelo Falzarano, corno, e Francesco Abate, clarinetto) con la guida del Maestro e clarinettista Gaetano Russo ha selezionato ed eseguito un repertorio di raffinata e difficile esecuzione.

Musica contemporanea del ‘900, lo stridore melodico di una musica che si libera: Eugène Bozza, Ian Clarke, Malcolm Arnold, Pierre Boulez. “Tre studi per flauto, clarinetto e gafotto”, è stata la sorpresa del Quintetto: si tratta di un brano d’avanguardia, del 1958, composto dal genio di Ennio Morricone. L’esibizione si è conclusa, con la meraviglia del pubblico, con le note del capolavoro giovanile di Luciano Berio “Opus Number Zoo”. Infine quattro apologhi estratti dai racconti delle favole della scrittrice newyorkese Rhoda Levine.

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Nuova Orchestra Scarlatti: il Maestro Gaetano Russo, alla guida delle nuove promesse della musica orchestrale

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Il Maestro e clarinettista Gaetano Russo Ph: Roberto Improta

La Nuova Orchestra Scarlatti ricopre un ruolo di primo ordine nella realtà di Napoli. Qual è il rapporto tra questa città e la musica e come lo recepisce il pubblico?

“Napoli è città della musica, anche se nei fatti purtroppo, nella statistica nazionale ed europea, rasenta posti bassi. I nostri giovani, di alta qualità, sono obbligati ad andare altrove per ricercare il loro futuro. Per questo il progetto della Nuova Orchestra Scarlatti è quello di accogliere e potenziare giovani talenti nella crescita della loro arte. Per fargli esprimere le loro capacità, organizzando sia attività orchestrale con loro e sia i concerti cameristici. Questa città nonostante tutto ha un pubblico presente e che segue molto la musica. Seguono i nostri concerti e apprezzano la forza e il sacrificio che si nasconde dietro il nostro lavoro.”

“WHY?… WHY…WHY?…” è uno spettacolo d’avanguardia. Da Maestro e guida di giovani talenti come segue i suoi allievi e come ha pensato a questo progetto?

“Nella nostra attività, nel nostro lavoro con i giovani bisogna credere in ciò che fa. Anche un netturbino che crede in ciò che fa sicuramente pulirà meglio. I giovani sono un elemento determinante perché percepiscono fortemente ciò che viene loro tramandato. L’80% di ciò che si fa, oggi, per i giovani è tutto usato non in loro favore, ma per profitto. Suggeriamo, indichiamo, aiutiamo i giovano a scoprire le loro potenzialità. Il concerto che abbiamo eseguito al Museo Madre è stato il primo appuntamento di una serie che si spera di portare avanti. Musica contemporanea al museo di arte contemporanea fatto per i giovani. La musica contemporanea usa un linguaggio non assolutamente piacevole all’ascolto, ma non tutta la musica può essere piacevole. Deve essere interessante e formativa. Lo spettacolo è costruito proprio per lasciare che i giovani possano esprimere il loro potenziale ed essere protagonisti.”

Lei è la guida di giovani e di una flotta di musicisti. Quali saranno i prossimi progetti?

“Abbiamo creato tre grandi orchestre. La Junior che conta ormai 148 talenti, la Young con tanti altri giovani dai 18 ai 28 e la sezione adulti. Sicuramente arriveranno altri e noi troveremo di portare avanti questo lavoro con un numero superiore di talenti. Sono sempre aperte nuove audizioni. 
Domenica 14 novembre, alle ore 20.30, sarà la volta di “Dentro il Barbiere” con brani dal Barbiere di Siviglia. Il Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei vedrà il baritono Juan Possidente, che sarà Figaro, il tenore Gaetano Amore, sarà il Conte d’Almaviva, mentre Mariam Gogochuri, sarà Rosina.”

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Francesco Attore flautista e promessa della Nuova Orchestra Scarlatti Young

francesco attoreQuanto è importante far parte della grande Nuova Orchestra Scarlatti Young?

“All’inizio, era per me un modo per confrontarmi con altri musicisti. Poi scoprendo come viene svolto il lavoro, eseguire un livello così alto mi ha rapito. Il Maestro Gaetano Russo ci prepara e aiuta per ogni pezzo, in maniera che venga svolto nella maniera più alta possibile. È diventato una specie di modo di vivere. È meraviglioso essere parte di una compagnia di persone di estrema bravura.”

Lo spettacolo al Madre ha visto l’esecuzione di musica d’avanguardia. Quanto è complesso lo studio e la confluenza tra musica e la letteratura portata in scena da Berio?

“Il concerto di giovedì al Madre è stato veramente molto interessante, sotto ogni punto di vista. Si tratta di musica contemporanea, che di solito non viene molto esplorata dai musicisti. I brani di Berio prendono spunto dai racconti della grande Rhoda Levine e abbiamo portato in termine dello spettacolo le atmosfere delle favole. Il nostro Quintetto si esprime in interventi dove noi stessi strumentisti lasciamo un attimo dalla bocca lo strumento e incominciamo a parlare. La musica, per un attimo, non diventa più la parte principale, ma accompagnamento ed effetto.”

Un artista da poco maggiorenne, quanta difficoltà c’è nel coniugare arte e vita di tutti i giorni?

“Se una domanda del genere mi fosse stata fatta 5 anni fa non avrei avuto una risposta concreta. Sono un flautista: all’inizio dedicavo tantissime ore allo strumento magari sacrificando anche i miei amici e il mio tempo. Dovevo studiare perché altrimenti magari la settimana dopo non avrei eseguito bene un brano. Quando cominci può essere molto faticoso, ma la gratificazione che ti dà arrivare a questo livello è qualcosa di inspiegabile. Questo ti fa capire che lo studio è reale, qualcosa di concreto che ti porta poi a essere considerato artista.”

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