Nuove ombre sul caso Pantani. Gli Agenti della Polizia scientifica dell’epoca ammettono: “Ci diedero disposizioni affinché io e il collega aspettassimo fuori”. Pantani morì il giorno di San Valentino del 2004 e dopo 20 anni il suo caso resta ancora intricato. La signora Tonina, madre di Pantani, spera che “la procura si metta una mano sul cuore”. La donna durante questi 20 anni non si è mai arresa e continua a chiedere verità
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Nuove ombre sul caso Pantani: parlando gli agenti della Polizia scientifica impiegati in quel lontano 2004
“Ci diedero disposizioni affinché io e il mio collega aspettassimo fuori”. Questa è una delle dichiarazioni più forti degli agenti della scientifica impiegati la sera in cui è stato ritrovato morto uno degli sportivi più amati di tutti i tempi. Gli agenti sostengono, tra le altre cose, che prima di loro “entrarono altri nella camera dove morì Pantani”. Queste informazioni sono emerse in seguito all’inchiesta per “Associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alle scommesse clandestine e collegata al decesso del ciclista”. La Pm che indaga sull’ipotesi è Patrizia Foiero che avrebbe già ascoltato una decina di persone informate sui fatti. Gli agenti avrebbero raccontato di esser rimasti per primi sorpresi dal fatto che altre persone potessero accedere all’area del delitto prima della scientifica. “Per primi dovrebbero entrare gli operatori della scientifica opportunamente attrezzati”
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L’ombra della camorra sulla morte del Pirata

Nella lente d’ingrandimento anche gli esami del sangue che nel 99 comportarono l’esclusione di Marco Pantani dal Giro d’Italia. Dietro quell’episodio ci sarebbe la mano della camorra. Si indaga su clan casertani e mondragonesi. Potrebbero esserci loro anche dietro la sua morte. “Se Pantani vinceva il giro il banco saltava. La camorra avrebbe dovuto pagare miliardi in scommesse clandestine”. Questa frase la si può leggere nei verbali della Commissione antimafia che indagava sulla morte della leggenda del ciclismo italiano
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Dopo 20 anni dalla morte del Pirata mamma Tonina non si arrende e chiede giustizia
Sono passati ormai 20 anni da quel 14 febbraio 2004. La mamma di Pantani, la signora Tonina, per tutto questo tempo non ha fatto altro che chiedere giustizia. “C’è una procura che assieme alla Polizia Giudiziaria sta lavorando e procedendo” fa sapere l’avvocato Alessi legale di Mamma Tonina. Sotto la lente d’ingrandimento anche gli esami del sangue che portarono all’esclusione di Pantani dal Giro d’Italia del 99. “Spero che la procura di Trento su metta una mano sul cuore per cercare chi mi ha rubato la cosa più bella che avevo”. Questo il pensiero di Mamma Tonina che continua a chiedere collaborazione da parte di tutti per risolvere il giallo dietro la scomparsa di Marco Pantani.
































