Omicidio Giulia Cecchettin, Filippo Turetta aveva un piano: ecco cosa premeditava

0
377
Filippo Turetta indagato
Dal profilo Instagram del presidente del Veneto Zaia

L’uccisione della giovane Giulia Cecchettin per mano di Filippo Turetta potrebbe essere stata premeditata. Il 22enne è stato arrestato ieri in Germania, luogo in cui è stata riconosciuta la sua automobile. Stando alle parole di un invesrigatore, Turetta “di sicuro qualcosa aveva in testa. Ma bisogna capire cosa e come si possa qualificare. È qui che si giocherà l’indagine”. Vi sono alcuni elementi che lasciano presagire che il piano sia stato studiato nei minimi dettagli. Gli inquirenti sono a lavoro per poter ricostruire le ultime ore di Giulia e il piano minuzioso che ha portato al suo decesso.

Ti consigliamo come approfondimento – Omicidio Giulia Cecchettin, Filippo Turetta arrestato in Germania

Le ultime ore di Giulia Cecchettin: dal coltello spezzato ai sacchi di plastica

Giulia Cecchettin
Dal profilo Instagram del presidente del Veneto Zaia

Filippo Turetta, accusato di aver ucciso la giovane Giulia Cecchettin, è stato arrestato ieri in Germania, dopo essere stato indentificato con la sua Fiat Punto nera. È il principale ed unico accusato dell’omicidio e, ora dopo ora, si intensifica la scoperta di dettagli macabri e minuziosi studiati per uccidere la ragazza. Stando alle dichiarazioni di un investigatore a “Repubblica”, Filippo Turetta “di sicuro qualcosa aveva in testa. Ma bisogna capire cosa e come si possa qualificare. È qui che si giocherà l’indagine”.

Sono diversi gli elementi che lasciano presagire che il suo sia stato un piano studiato sotto vari punti di vista. Dalle analisi condotte sul suo pc è emerso che Filippo aveva fatto ricerche su: kit per sopravvivenza ad alta quota; abbigliamento per escursioni in montagna; itinerari sul versante Tirolese dell’Austria. È vero anche che Turetta è sempre stato un grande appassionato di montagna e trekking, ma le sue ricerche potrebbero nascondere un’idea ben diversa.

È stato anche ritrovato un coltello nella zona industriale di Fossò, ma non è ancora stato stabilito che sia stato l’arma del delitto. Sulla scena dell’aggressione sono stati reperiti anche pezzi di nastro adesivo e i sacchi neri di plastica con cui il 22enne ha ricoperto il corpo della giovane.

Ti consigliamo come approfondimento – Gerardina Corsano, non è stato il botulino sulla pizza ad ucciderla. Nuova ipotesi: avvelenamento causato da fertilizzanti contaminati

Giulia Cecchettin, avvocato della famiglia Turetta: “La sua fuga non è stata voluta”

Giulia CecchettinAl momento della fuga, l’uccisore di Giulia Cecchettin aveva con sé anche una somma di denaro. Tuttavia, quei soldi non sarebbero bastati per una fuga di più settimane. Era in possesso, più o meno, di qualche centinaio di euro. E alcune di quelle banconote, così come raccontato dal benzinaio presso cui ha fatto rifornimento, erano anche macchiate di sangue.

Sulla faccenda si è espresso Emanuele Compagno, avvocato della famiglia Turetta. “Filippo non aveva molti soldi in tasca. E la Germania, che è uno Stato molto tecnologico, è l’ultimo posto dove andare se vuoi nasconderti. Se questa fuga fosse stata voluta, Filippo non sarebbe andato in Germania, ma avrebbe scelto altri Paesi”, ha affermato il legale.