Infanticidio a Muggia, il figlio aveva un orologio per lanciare l’allarme

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A Muggia in provincia di Trieste, una madre di origine ucraina ha ucciso il figlio di 9 anni tagliandogli la gola. Dalle indagini sull’operato dei servizi sociali emerge che il bambino aveva denunciato violenze nel 2023 e aveva un orologio smart che il padre gli aveva detto di usare in caso di allarme.

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Omicidio Muggia: il delitto e le rivelazioni dalle indagini

Nella sera del 13 novembre 2025, a Muggia, in provincia di Trieste, si è consumata una tragedia familiare: Olena Stasiuk, 55 anni, di origine ucraina, ha ucciso il figlio di 9 anni, Giovanni, tagliandogli la gola, come confermato dalle prime ricostruzioni investigative. Il delitto è stato scoperto dopo che il padre del bambino – separato dalla donna – ha denunciato l’impossibilità di contattarla, insospettito da un comportamento anomalo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Trieste e la Squadra Mobile, che hanno trovato il piccolo già privo di vita. Secondo i verbali emersi, non si tratta di un evento isolato: nel 2023, il bambino aveva dichiarato ai carabinieri di essere stato strozzato dalla madre durante una visita.

Le indagini coinvolgono ora anche il Ministero della Giustizia: è stata chiesta una relazione urgente per capire come siano state prese le decisioni sui incontri non protetti, dato che la madre aveva in passato manifestato problemi psichiatrici. Intanto, Olena Stasiuk è ricoverata in ospedale; la sua avvocata ha già comunicato l’intenzione di richiedere una perizia psichiatrica.

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omicidio muggiaOmicidio figlio, gli allarmi già nel 2018

Questa tragedia solleva interrogativi profondi sulla tutela minorile e sull’efficacia dei servizi sociali. Già anni fa, i servizi sociali avevano verbalizzato minacce molto gravi da parte di Olena: “O Giovanni rimane con me, oppure sono disposta a ucciderlo…”, disse nel 2018, quando si stava discutendo l’affidamento. Nonostante questi segnali, successivamente il Tribunale civile aveva autorizzato incontri “non protetti” tra madre e figlio, un punto decisivo che oggi è al centro delle indagini interne ministeriali.