Omofobia come razzismo, passa la proposta: arrivano pene severissime

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Con oltre il 63% di voti favorevoli, la Svizzera si è schierata contro l’omofobia. Gli elettori si sono espressi a favore della legge contro la discriminazione delle persone in base al loro orientamento sessuale. Un referendum sostenuto dalla maggior parte dei partiti nazionali, i cui risultati sono a favore della comunità LGBT. Da ora omofobia equivale a razzismo, pertanto sarà punita come tale.

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Omofobia: il voto storico della Svizzera

omofobiaIl 9 febbraio sarà ricordato come un giorno storico per la comunità LGBT della Svizzera e non solo. Con oltre il 63% a favore del sì, il referendum contro l’omofobia si è concluso in modo più che positivo. La comunità LGBT otterrà una maggior protezione nei confronti di chi insulterà, attaccherà o escluderà pubblicamente le persone per il loro orientamento sessuale.

Le percentuali più alte si sono verificate a Zurigo, Ginevra e Canton Vaud, con rispettivamente il 63,5%, il 76,3% e l’80,2%. I voti a favore sono stati 1.413,609. L’opposizione (radicata nelle zone rurali della Svizzera centrale e orientale) è uscita sconfitta col 36,9% (827.361). A storcere il naso in particolar modo sono i conservatori e i populisti che hanno contestato il risultato.

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Comunità LGBT e minoranze

omofobiaLa legge contro l’omofobia, depositata nel 2013, è stata approvata in Parlamento solo nel 2018 dopo aver affrontato un lungo processo. Il testo, appoggiato dalla maggioranza dei partiti nazionali, prevedeva di introdurre esplicitamente nel Codice Penale il divieto della discriminazione per l’orientamento sessuale. Un’estensione della norma penale che punisce chi, con atti o dichiarazioni, discredita pubblicamente una persona o un gruppo di persone sulla base di razza, etnia o religione.

“Oggi non sono solo i diritti di lesbiche, omosessuali e bisessuali a essere rafforzati, ma quelli di tutte le minoranze“. Questo il commentato della co-presidente dell’Organizzazione svizzera delle lesbiche, Salome Zimmermann.

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L’Italia e gli altri Paesi contro l’omofobia

omofobia“L’odio e la discriminazione non hanno più posto nel nostro Paese”. Sono queste le parole dei media elvetici. Ci sono molti Paesi però in cui l’omosessualità è ritenuta illegale. Sono oltre 70 sono e si concentrano nelle zone dell’Africa e dell’Asia, ma anche Sud America e Oceania. Esistono forti restrizioni nel vivere la propria sessualità, punibile talvolta anche con la pena di morte.

Anche l’Italia è ancora molto indietro. Sono passati quasi 4 anni dalla legge che portò all’approvazione delle Unioni Civili, eppure il nostro Paese non si dimostra affatto all’avanguardia nel rispetto dei diritti di tutti. Dagli ultimi dati riportati sembrerebbero essere ancora tanti i genitori che non accettano l’omosessualità dei figli. Più di un giovane al giorno è vittima di violenze in famiglia a causa del suo orientamento sessuale. Salgono al 12% i casi di mobbing e discriminazioni sul lavoro, in parte aumentate anche con l’abolizione dell’art 18 che ha dato minori tutele ai lavoratori. Inoltre, coppie sposate civilmente risultano essere discriminate dai datori di lavoro, arrivando addirittura al non rinnovo dei contratti o al licenziamento.

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