Omotransfobia: la Camera approva gli articoli del ddl Zan

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Papa Francesco

Dopo mesi di discussioni, finalmente sono stati fatti passi in avanti sulla legge contro l’omotransfobia. Con 265 voti favorevoli, la Camera ha approvato il disegno di legge di Alessandro Zan, esponente del PD, riguardante misure di contrasto alla discriminazione e violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e alle disabilità. Non resta che attendere l’esito dell’esame al Senato.

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Omotransfobia: il sì della Camera

omotransfobia
Tweet di Alessandro Zan

La Camera dei Deputati ha approvato gli articoli del ddl Zan, dopo intense discussioni e numerose proteste della destra. Il primo firmatario della legge, Alessandro Zan, ha condiviso la sua soddisfazione attraverso un tweet, dichiarandosi orgoglioso dei passi in avanti fatti. La legge, che nasceva per contrastare l’intolleranza sessuale e di genere, si è estesa anche alle discriminazioni nei confronti di persone disabili. L’entusiasmo di Zan è stato condiviso anche dal segretario del PD Nicola Zingaretti sul suo profilo Twitter. “Bene! La camera approva la legge per contrastare omotransfobia, misoginia e abilismo. Ora presto approvazione al Senato per un’Italia più umana e civile“.

Approvato anche inoltre l’emendamento che cita la “libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”.

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Gli articoli approvati dalla Camera

omotransfobiaÈ una grande vittoria per la comunità LGBT+, che ancora oggi vive nella paura e nella discriminazione. Il nostro Paese, stando al report dell’Associazione internazionale gay e lesbiche in Europa (Ilga), si colloca al 35° posto in merito alla tutela dei diritti della LGBT community.

Tra gli articoli del ddl Zan approvati:

  • Art. 1: modifica l’articolo 604-bis del Codice Penale. Si aggiungono ai reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, punibili con la detenzione, anche gli atti di violenza o incitamento alla violenza e alla discriminazione fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità;
  • Art. 2: modifica l’articolo 604 ter del Codice Penale, relativo alle circostanze aggravanti. A queste si aggiungono l’identità di genere e la disabilità;
  • Art. 3: la punibilità scatta nel momento in cui sussiste un concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti;
  • Art. 4: la sospensione condizionale della pena può essere subordinata – se il condannato non si oppone – alla prestazione di attività non retribuite presso associazioni LGBT o comunque a favore della collettività;
  • Art. 5: modifica dell’articolo 90-quater del codice di procedura penale. È previsto che si valuti anche i reati commessi in ragione del sesso, del genere, dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere.
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Omotransfobia: la terminologia è importante

onotransfobiaParlare di identità di genere, sesso e orientamento sessuale provoca ancor oggi confusione. La legge Zan cerca di colmare anche questa lacuna. Il testo prova a distinguere in maniera semplice tra:

  • Sesso biologico dell’individuo;
  • Genere: manifestazione esteriore, conforme o contrastante rispetto alle aspettative sociali connesse al sesso;
  • Orientamento sessuale: attrazione sessuale e affettiva verso un determinato sesso;
  • Identità di genere: identificazione e percezione di sé stessi in relazione al genere.
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Perché l’Italia ha bisogno di una legge contro l’omotransfobia

pompeiSono ormai 25 anni che in Italia si discute di legge contro l’omofobia. Prima di Alessandro Zan, a presentare una proposta del genere in Parlamento fu Nichi Vendola, esponente all’epoca di Rifondazione Comunista. Una proposta che dieci anni dopo, nonostante l’intervento del Parlamento europeo, si bloccò in Senato.

A considerare l’Italia fanalino di coda in Europa per l’attenzione alle tematiche LGBT è anche l’Agenzia europea dei diritti fondamentali (Fra). Il nostro Paese è, infatti, uno tra i primi in classifica per discriminazioni. Ciò rende quindi necessaria la legge discussa alla Camera. Ora non resta che attendere l’esito da parte del Senato.

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