L’Orientale di Napoli, una sola sessione d’esame in presenza. Gli studenti: “Costretti a partecipare anche col Covid”!

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Orientale esami Covid – Se si è positivi gli studenti dovranno posticipare gli esami alla data successiva o alla sessione di settembre. La decisione del rettore dell’Università L’Orientale di Napoli, Roberto Tottoli, di non permettere gli esami a distanza nemmeno a chi è risultato positivo al Covid sta generando non pochi disagi agli iscritti all’Università L’Orientale. Abbiamo raccolto la testimonianza di alcuni universitari. Ci hanno raccontato i problemi affrontati durante la sessione estiva. 

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Orientale esami Covid: nessuna deroga nemmeno per i positivi 

orientale esami covid, omicron 5 sintomi, variante Omicron, Bolivia green pass, lockdown non vaccinatiTutti gli esami di profitto indicati con la modalità “orale” si svolgono in presenza secondo una calendarizzazione definita dal Presidente della Commissione. Gli esami di profitto indicati con modalità “scritta” si svolgono a distanza”. È l’avviso con cui l’Università L’Orientale ha annunciato lo svolgimento della sessione estiva. A differenza della sessione invernale, dove c’era la modalità mista, per l’attuale sessione di esami non ci saranno eccezioni: tutti gli orali saranno in presenza. Alle rimostranze e ai quesiti degli studenti, il rettore ha risposto ad inizio giugno con un comunicato ufficiale. La decisione di tornare obbligatoriamente in presenza è una necessità per “tornare alla normalità”. 

A sessione avviata però il nuovo picco di contagi in tutta Italia ha inferocito ulteriormente gli studenti. Molti sono risultati positivi e non hanno potuto svolgere gli esami. Altri hanno visto posticiparsi le date perché il professore era positivo. Altri ancora hanno ammesso di essere andati in presenza nonostante la positività. Di queste e molte altre problematiche ci hanno parlato alcuni studenti dell’Orientale. 

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Orientale esami Covid: la storia di Serena positiva da un mese 

orientale esami covid, omicron 5 sintomi, coppia italiana india, donna incintaLa prima a parlarci della sua esperienza è Serena, studentessa del terzo anno di triennale. Questa sessione è quindi tra le ultime per terminare il suo percorso universitario. Tuttavia ci racconta di essere risultata positiva al Covid ad inizio giugno. A causa di una perenne positività ha saltato quasi l’intera sessione di appelli disponibili. “Mi mancano 3 esami per concludere il percorso. Ma non ho potuto sostenerne nessuno perché ho contratto il covid da giugno. Il rettore non consente di fare gli esami a distanza nemmeno per i positivi. Significa che ho perso una sessione utile per potermi laureare in corso”.

Come Serena in molti non capiscono i motivi che hanno spinto il rettore Tottoli a non permettere una deroga nemmeno per i positivi. Tra gli studenti che abbiamo intervistato diversi giustificano questa decisione come “l’ennesima trovata atta a prolungare i tempi di permanenza degli studenti nell’Università e pagare le tasse da fuoricorso”. 

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Orientale esami Covid: la storia di A. studente fuorisede 

orientale esami covid Lo studente A. ha preferito rimanere anonimo. Ci racconta la sua prospettiva in quanto studente fuorisede. “La decisione del rettore non tiene conto dei fuorisede che dopo due anni di didattica a distanza quasi completamente online non hanno al momento una casa a Napoli. A gennaio abbiamo avuto l’opportunità di scegliere modalità, c’è chi come me ha deciso di svolgere gli esami in presenza e chi a casa. Adesso che i contagi aumentano, ci costringono ad andare all’università perché nessuno vede i disagi per i positivi. Per chi è stato a contatto con un positivo. Per un fuorisede. Per un caregiver”. A. ci racconta che la sua sessione si è prolungata perché ad essere positivo era il professore. 

“La mia sessione doveva iniziare il 20 giugno, il professore positivo al covid sposta il suo appello di 15 giorni. Mi sono dovuto organizzare diversamente. Ho rinunciato a dare un esame per questioni di tempistica. Oggi scopro che sono positivo anche io, per fortuna asintomatico, quindi sono nelle condizioni fisiche per sostenere un esame benissimo da casa, ma non mi è concesso in nessun modo”.

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Orientale esami Covid: la storia di B. positivo ad un esame

orientale esami covid Lo studente B. invece ci racconta in anonimo di aver scelto di presentarsi ad un esame nonostante fosse positivo da circa 10 giorni. Ha definito la decisione come “sofferta, ma necessaria”. B. nella sessione successiva inizierà il suo Erasmus e rimandare gli esami di giugno “sarebbe stato devastante”. B. decide di confidarci il giorno del suo esame in presenza. “Ho tenuto due mascherine per tutto il tempo in cui sono stato in sede. Ho cercato di stare il più possibile lontano da colleghi e colleghe. Mi sono sentito estremamente in colpa. Sono andato contro tutti i miei principi di solidarietà civile e salvaguardia del prossimo. Perché avevo studiato e volevo dare il mio esame, perché era un mio diritto”.

Diversi studenti come B. hanno ammesso che se si trovassero nella stessa situazione agirebbero allo stesso modo pur di non saltare l’appello. Questa “disperazione” sembra aumentare tra gli studenti nel mese di luglio. In quanto il salto dell’appello significherebbe inevitabilmente spostare gli esami a settembre. B. definisce la decisione del rettore come estremamente ingiusta.Non è giusto metterci in questa situazione. Quando si hanno i mezzi e le risorse per dare la possibilità ai positivi di sostenere l’esame a distanza”. 

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Orientale esami Covid: la realtà degli studenti fragili 

Effetti post Covid, orientale esami covid Diversi sono state le testimonianze di studenti appartenenti alla categoria fragile. Loro hanno definito la decisione del rettore come un vero e proprio disagio per la loro salute. Lo studente C. è un fuorisede disabile visivo che non era nuovo alla modalità di insegnamento a distanza già prima del Covid. “Già prima della pandemia ho studiato con maestri di musica a distanza dato che loro vivono in Turchia”. La didattica di questi ultimi anni l’ha definita come “una didattica normale. Il rettore dice che bisogna tornare alla normalità, ma ignora che esiste più di una normalità. Come esistono anche tanti tipi di socialità. Io ho molti amici che ho conosciuto a distanza. Demonizzare la tecnologia nel 2022 è soltanto controproducente”. 

Un punto di vista molto simile ce lo racconta lo studente D., anch’egli soggetto fragile positivo da già di 10 giorni. “Ho una malattia autoimmune ed una patologia rara quindi nonostante le tre dosi sto molto male. Al momento non riesco nemmeno a stare seduto, figurarsi l’idea di andare in sede. Mi mancano due esami alla laurea, ma il primo mi è saltato e con ogni probabilità salterò anche il secondo”. Il quesito di D. è lo stesso di tutti gli studenti con cui abbiamo parlato. Perché? Cosa costerebbe assicurare per soggetti fragili e positivi perlomeno la possibilità di fare gli esami a distanza?”. 

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Orientale esami Covid: la paura di risultare positivi e l’effetto sulla salute mentale 

africa sequestrato, orientale esami covid L’ultima testimonianza arriva da uno studente che ci racconta come la paura di essere contagiato abbia profondamente colpito la sua salute mentale e la sua socialità. “Mi chiudo in casa 15 giorni prima di un esame. Non esco ed ho paura anche di parlare con mio fratello. La paura è quella di risultare positivo e di dover saltare gli appelli. L’ansia per gli esami è già tanta. Ma la consapevolezza di non avere la possibilità di darli in caso di positività mi ha completamente distrutto. Pago le tasse sostenere gli esami è un mio diritto”. 

Abbiamo chiesto agli studenti intervistati cosa ne pensassero di alcuni colleghi che si sono presentati agli esami nonostante la loro positività. La risposta è stata quasi unanime: empatia per la decisione presa. “Li capisco, non li giudico assolutamente e li sostengo. A meno che non stia male e sia impossibilitato ad andare in sede, ci andrei anche io da positivo/a senza pensarci due volte”. 

Cosa ne pensi? Cosa avresti fatto al loro posto? 

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