Ornella Auzino: “Le mie borse amano Napoli e odiano i luoghi comuni”

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borse originali

La domanda di borse originali artigianali in pelle a Napoli ha una sola risposta: Ornella Auzino, che da vent’anni porta le sue produzioni da Napoli nel mondo. Non solo un’imprenditrice, ma la storia di un mondo ancora troppo nascosto.

Andiamo a conoscere meglio Ornella Auzino e le sue borse originali

Ciao Ornella parlaci un po’ di te. Chi è Ornella Auzino?

“Sono una donna concreta che vive di sogni da realizzare e io ho sempre sognato di fare il manager, viaggiare e incontrare persone nuove.

ornella auzino borse originaliNon volevo restare a Napoli e non volevo fare borse. Non perché il lavoro non mi piacesse, ma solo per una questione di pessimi ricordi. 
Ma la vita è strana e spesso ti avvicina a quello che “meno” vuoi, per fartene riscoprire la bellezza
. Sono tornata nell’azienda di mio padre e ho cominciato a scardinare tanti paletti culturali. Ho fatto impresa, producendo borse originali, da donna indipendente, ho lavorato e lavoro anche con aziende fuori Napoli senza nessuno che mi abbia fatto da guida e soprattutto ho dimostrato che fare impresa femminile di alta qualità a Napoli si può. Io la chiamo normalità, ma qualcuno dice che sono un’eroina.”

Si dice che la borsa sia un accessorio indispensabile per una donna. La tua qual è? E cosa racconta di te?

“Io ho da sempre amato le borse strutturate e con scomparti separati, che mi seguano dappertutto e che siano per me una mini valigia. Amo i colori neutri e facilmente abbinabili, essendo perennemente di corsa e anche un po’ pigra.”

Nel sottotitolo del tuo libro “Le mie borse, come valorizzare Napoli facendo l’imprenditrice quando tutti ti dicono di andare via” punti molto l’accento su due concetti: “imprenditrice” e “Napoli”. Che ruolo hanno avuto queste “parole” nella tua vita?

“Una delle cose che mi sottolineavano spesso, anni fa, i miei detrattori era: ”Eh vuoi fare l’imprenditrice a Napoli…“ Il tutto accompagnato da grosse risate. Il punto è che fare l’imprenditrice a Napoli è la battaglia dei luoghi comuni. Donna, meridionale, che parla di borse originali e che fa azienda in modo legale. Per me è normalità, per tanti, troppi, una cosa impensabile.”

Dalla vita al libro: quando e perché hai scelto di raccontarti?

“Io ci metto la faccia, in qualunque cosa nella vita e ho pensato che l’unico modo di raccontare il mio lavoro e la mia terra, fosse quello di raccontare la mia storia, con le difficoltà e le sconfitte, non solo i successi. Così è nato il libro, ma non solo. Il blog e tutto quello che faccio sui social ha sempre un’impronta narrativa della mia vita.”

Come presenteresti in poche parole ai nostri lettori un mondo che va assolutamente riscoperto, come quello della pelletteria napoletana?

“Il settore produttivo italiano, il Made in Italy, è un brand già da solo. Ma con il tempo ha perso valore, in quanto non è ben chiaro cosa si intende. In questo contesto economico e sociale, Napoli e il comparto Campano della pelletteria, in generale, si è riscoperto motore trainante delle produzioni Made in Italy. Aziende belle e altamente efficienti, con buone capacità produttive e manodopera tutta nostrana. Grande capacità di lavorare ancora con le mani e non soltanto con le automazioni. A Napoli le aziende parlano italiano e producono più del 50% delle borse e piccola pelletteria del lusso. Siamo un’opportunità per tanti che devono produrre e forse (sorride ndr) anche una minaccia, per chi ora detiene i monopoli produttivi.”

Borse originali e donne di successo

L’essere donna nel mondo del lavoro e più nello specifico in un business come il tuo lo ritieni un vantaggio o uno svantaggio?

“Uno svantaggio, sicuramente. Il settore è molto maschilista e poco meritocratico. C’è un forte pregiudizio sulla capacità decisionale e gestionale di una donna, che viene ritenuta più emotivamente instabile e quindi meno affidabile. A posteriori, questo mi ha dato un vantaggio competitivo enorme. Chiunque mi ha sottovalutato, in quanto donna, mi ha dato il tempo di fare le cose e testare i progetti. Da una situazione di svantaggio può nascere sempre un’opportunità.”

Un piccolo salto dalle borse reali a quelle metaforiche: cosa non dovrebbe mai mancare secondo te nella “borsa” di una imprenditrice?

“In una borsa non dovrebbero mai mancare gli scomparti per dividere tutte le cose, che noi donne ed imprenditrici, portiamo ogni giorno. Poi l’anima glamour e la cura dei dettagli.”

A una giovane donna, ma più in generale a tutti i giovani, che adesso voglia affacciarsi al mondo dell’imprenditoria, indifferentemente dall’ambito, che consiglio ti sentiresti di dare?

Di studiare il mondo. Leggere e informarsi. Proporsi per lavorare con persone che hanno aziende strutturate e farlo anche gratis, pur di avere accesso alle informazioni che si impiegherebbero anni per raggruppare. Infine avere ben chiaro quello che si vuole realizzare e farlo. Se è vero che non è facile, altrimenti lo farebbero tutti, non è nemmeno impossibile. Io ne sono la prova!”

Di studiare il mondo. Leggere e informarsi. Se è vero che non è facile, altrimenti lo farebbero tutti, non è nemmeno impossibile.

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