Palazzo dell’Orologio: fede, pane e poesia nel cuore di Pomigliano

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Un Pomiglianese che alzi lo sguardo, sa sempre dove dirigerlo. Lì dov’è il suo tempo, dove il cuore di Pomigliano batte di secolo in secolo. Palazzo dell’Orologio è, indubbiamente, uno dei simboli di Pomigliano, di tutti e per tutti. Leggi anche – Pomigliano: ottime notizie sulla Tari. 

Una struttura slanciata, su tre livelli: quello inferiore in bugnato, con il portale in piperno, quello intermedio con la meridiana solare, e il terzo – evidenziato da due volte rococò – sul quale si affaccia l’orologio che dà il nome all’edificio. Ma conoscete davvero la sua storia? Una storia fatta di profumo del pane, di voti da sciogliere, di impegno politico e di giovani che non hanno mai smesso di credere nel proprio tempo, conquistandolo e abitandolo. Una storia che da un certo punto di vista sembra un film. E non è un caso dopo tutto, visto che il Palazzo dell’Orologio di film ne ha visti scorrere parecchi. Ma partiamo dall’inizio: un inizio lugubre e tormentato.

Palazzo dell’orologio: le radici nel posto dei santi

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Palazzo dell’Orologio. Foto tratta dal libro POMIGLIANO: Immagini d’Epoca e dettagli. Materiale per una ricerca a cura di Luigi De Falco.

Se possiamo discutere sull’anno di nascita di Palazzo dell’Orologio, come vedremo a breve, indiscutibile invece è l’anno del concepimento. Di quando cioè quella struttura, futuro palazzo, venne ideata con una specifica motivazione. Siamo nel 1656, e la città del “Pomo” vive uno dei suoi momenti più drammatici. l’ondata di peste che aveva invaso gran parte dell’Europa non aveva risparmiato neanche il nostro comune e come spesso capitava ai tempi, per scacciare le malattie ci si rivolse alla fede. Si promise così a San Rocco la costruzione di una chiesa dedicata. I meccanismi dell’orologio iniziavano a muoversi…

Passata la peste, però, si vide che l’impianto creato per la chiesa sarebbe stato troppo costoso da realizzare e da mantenere.
Quindi la chiesa non fu né completata né consacrata. Ma il tempo scorre veloce, e arriviamo al 1808. In quell’anno, quanto di più lontano ci fosse da una chiesa, stava per cambiare il destino del nostro palazzo.

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Palazzo dell’Orologio: non di solo pane vive… il tempo

Siamo nel periodo borbonico e i Decurioni che all’epoca governavano la città deliberarono di organizzare la Pubblica Panizzazione a Forno aperto.

Insomma, l’istituzione di un Forno Pubblico.
E il luogo dove sarebbe nato era proprio quello dell’ormai ex chiesa di San Rocco, che quindi fu ristrutturata e adibita a forno. Tra l’altro da questo prese il nome tutta la zona, chiamata appunto “o’ furno”. Il futuro palazzo iniziava a modificare la sua funzione: dal servire uno a servire tutti. Ma un forno non era abbastanza, e lo capì Giuseppe Amalfitano. Fu lui che appaltò, nel 1844, il progetto che vide Palazzo dell’Orologio assumere la sua forma attuale. L’Orologio presente nel simbolo e nel nome era ormai in disuso nella chiesa di S. Felice. Fu quindi restaurato e posto in cima a un palazzo la cui bellezza era vanto per l’intera città.

Orologio: segno del tempo che cambia

La felicissima posizione di Palazzo dell’Orologio lo rende centrale nella ricostruzione post-bellica e non solo. Quello era il simbolo del tempo della città, e, proprio come il tempo, non può esistere se non evolvendosi continuamente. Il Palazzo cambia mille volti, ma sempre restando fedele a se stesso e al suo ruolo, quello di aggregatore del popolo, senza distinzione di età. Si riparte dagli anni ’40, dove il tempo è quello delle battute fumose di un film.
Qui infatti “don Vincenzo” Larizza continuava a proiettare 2 film per 50£, mentre gli altri cinema dovevano ancora nascere. Negli anni ’70, invece, quell’orologio è il tempo della rivoluzione, diventando simbolo di una lista che si trovò ad assistere allo storico passaggio di consegne dal ventennale dominio della Democrazia Cristiana al PCI.

E dalla politica si passa alla cultura, senza soluzione di continuità. Infatti negli anni ’80 Palazzo dell’Orologio diventa sede della Biblioteca Comunale. E lì si capì che quel binomio era quasi inscindibile. Il tempo è sapere ed esperienza, per chi lo sa sfruttare, e da quel momento in poi il tempo di Palazzo dell’Orologio sarebbe stato dedicato alla formazione dei suoi cittadini. Negli anni ’90 la struttura viene riammodernata e aggiornata fino a ospitare un corso di laurea in Turismo per i Beni Culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa. Ma oggi si apre un nuovo capitolo.

Palazzo dell’Orologio: è tempo di… eventi!

Il tempo non smette di correre: passano la biblioteca e il Corso di Laurea, ma non passa la vocazione del palazzo alla cultura e alla voglia di sapere. Da anni ormai Palazzo dell’Orologio è la casa non solo del tempo della cultura ma anche del “Tempo Libero”. Essere o meno legati a Palazzo dell’Orologio è a Pomigliano d’Arco un brand che contraddistingue spesso e volentieri gli eventi più prestigiosi. Non solo infatti la location regala fascino a chiunque la scelga come immagine, ma si è dimostrata negli anni uno dei poli per manifestazioni più versatili del territorio. Al suo interno oggi sono presenti sale convegni, uffici comunali e, all’ultimo piano, le sedi di diverse associazioni. A favorire il Palazzo è anche la sua posizione: facilmente raggiungibile da ogni parte di Pomigliano, si affaccia sul Corso Vittorio Emanuele, al centro della città.

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