Palermo, chat di gruppo dei presunti stupratori: “Eravamo 100 cani su una gatta!”

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Palermo stupro gruppo chat

Palermo stupro gruppo chat: sono state rese note alcune parti della chat che i tre giovani accusati dello stupro avevano. Dalle loro parole emergono mancanza di rimorso e volontà di considerare nullo il loro gesto, quasi come fosse un gioco. Le indagini sono in corso e i tre ragazzi sono in stato di fermo.

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Palermo stupro gruppo chat: parole allucinanti

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Fonte delle foto: Wikipedia

Sono emerse alcune frasi di una chat di gruppo dei tre ragazzi accusati dello stupro della diciannovenne a Palermo. Si legge: “Falla ubriacare che poi ci pensiamo noi” . “Ti giuro, vero, questa è una p*ttana, ce la siamo fatta tutti, eravamo tanti, una sassolata. Eravamo un casino”. “Eravamo 100 cani sopra una gatta, una cosa di questa l’avevo vista solo nei video porno”. “Dopo si è sentita pure male, si toccava là sotto piegata a terra: “chiamata un’ambulanza”, ma va, c*caci la m*nchia! L’abbiamo lasciata lì e siamo andati via” . “Lei era tutta ubriaca, l’amica sua l’ha lasciata sola, voleva farsi a tutti. Alla fine gli abbiamo fatto passare il capriccio”. [..] non voleva, faceva”. “No, basta!” ma quello che la struppiò di più”. “Ammunì ca ti piaci e arripigghiati che mi sta ammosciando”.

Ancora si legge: “ i pugni che le davano e pure gli schiaffi…”. “Ti giuro, ci fa il p…. che la testa l’aveva dentro la m…., quello gliel’ha infilata e quello che cercava di metterglielo nel ..”. “Questo a cavallo, così, quella là sotto e quello così” “Figghiò me lo mandi il video pure a me, quello di là del Foro Italico?”. “Questa non è che se ne spunta che l’avete stuprata? Stai attento a questi video”. “Ma infatti adesso li sto eliminando tutti, lo sto mandando solo a chi lo deve mandare perché non ne voglio sapere niente di questa storia..”

“Non trovavo niente”. “Ma compà, ve lo immaginate se spuntiamo nel telegiornale? Nel telegiornale non ci spuntiamo? Mi ammazzo figghiò, io posso scappare, me ne posso andare in Messico!”. “Compà io in America, in Venezuela”. “Io me ne vado in Thailandia”.

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Palermo stupro gruppo chat: racconto del fidanzato

Stupro Palermo cellulariA parlare della vicenda il fidanzato della ragazza: “Mi ha fatto un nome, Angelo, uno che aveva già provato a violentarla. Ma non c’era riuscito perché lei l’aveva rifiutato. So che la seguiva su Instagram. Mi ha detto che quella notte erano in sette, tutti giovani. Non so se li saprebbe identificare o se li ricorda, ma sicuramente Angelo c’era ed è lui che ha architettato tutto.” Tali accuse avrebbero più di un fondamento, secondo gli investigatori. Angelo conosceva da tempo la vittima e l’avrebbe contattata nel pomeriggio sui social per invitarla a trascorrere insieme la serata. E lei avrebbe accettato presentandosi all’appuntamento con due amici. Una serata d’estate come tante, un gruppo di ventenni che si vedono in un locale nel cuore della movida. A raccontarlo è proprio Francesca ai medici del pronto soccorso, dopo lo stupro con un’ambulanza chiamata da alcuni passanti.

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Palermo stupro gruppo chat: gesto di elevata pericolosità

Viterbo quattordicenne frustata, milano violenze capodanno, roma pugile balcone,La ragazza ha raccontato: “Ho afferrato il telefono e ho chiamato il mio ragazzo. Non sono riuscita a dirgli altro se non che mi trovavo al Foro Italico e che avevo bisogno di un’ambulanza. A quel punto mi sono accasciata a terra con il cellulare in mano. Ero sonnolenta, sentivo un gran bisogno di dormire. Sono stata raggiunta da qualcuno che ha chiuso la chiamata e mi ha fatta alzare in piedi. Poi mi hanno riportata da Angelo, che era rimasto in disparte. Gli ho chiesto di chiamare aiuto, ma lui ha risposto che non lo avrebbe fatto perché non voleva che fossero coinvolte le forze dell’ordine. Se ne sono andati.” Un gesto di elevatissima pericolosità sociale, di totale assenza di freni inibitori e di violenza estrema e gratuita ai danni di una vittima inerme, trattata come un oggetto, senza alcuna pietà.