Panchina letteraria multata dal comune. È questa la notizia che scuote il centro storico di Napoli, precisamente via Santa Chiara. Una panchina simbolo di cultura e aggregazione è stata sanzionata dal Comune per occupazione abusiva di suolo pubblico. Installata nel 2020 dalla Taverna a Santa Chiara, l’iniziativa era nata per contrastare l’invasione di tavolini post-Covid. Lo scopo era promuovere un Bene Comune dedicato a presentazioni di libri, bookcrossing e momenti di riposo per i residenti. La multa, oltre 100 euro, è arrivata a sorpresa durante un controllo serale. La panchina è stata equiparata a un tavolino abusivo, nonostante il suo valore sociale riconosciuto dalla comunità e dalla Municipalità.
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Panchina letteraria multata: la reazione della comunità e dei proprietari
Panchina letteraria multata. Un paradosso che ha indignato Nives Monda, socia della Taverna, e gli abitanti del quartiere. La panchina, utilizzata per eventi culturali con scrittori come Erri De Luca e come spazio di socialità, è stata voluta per evitare la turistificazione selvaggia di via Santa Chiara. “Non è un tavolino per fare commercio, è un luogo per tutti”. Ha dichiarato Monda, annunciando un ricorso contro la sanzione. La proprietaria sottolinea l’amarezza per una città che sembra privilegiare i turisti a scapito dei residenti, mentre la comunità si mobilita per difendere questo simbolo di resistenza culturale.
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Il Contesto: una Napoli divisa tra turismo e identità

La vicenda della panchina letteraria si inserisce in un contesto complesso. Quello di una Napoli sempre più soffocata dall’overtourism. Nel 2020, la delibera comunale che autorizzava dehor e tavolini in deroga aveva spinto i gestori della Taverna a scegliere una strada diversa, creando un angolo di cultura invece di contribuire al caos commerciale. La panchina, considerata un Bene Comune dopo un confronto con la Municipalità, non è mai stata formalizzata a causa delle elezioni. Lasciando spazio a interpretazioni burocratiche. La multa evidenzia una contraddizione: un’iniziativa nata per preservare l’identità del centro storico viene penalizzata come abuso.
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Verso una soluzione: Il ricorso e il futuro della panchina
La Taverna a Santa Chiara non intende arrendersi. Il ricorso è già in preparazione, non per i 100 euro della sanzione, ma per riaffermare il diritto della panchina letteraria di esistere come spazio condiviso. La mobilitazione dei residenti e il sostegno di intellettuali e associazioni culturali potrebbero spingere il Comune a riconsiderare la sanzione. Individuando procedure per regolarizzare l’installazione. La vicenda pone una domanda cruciale. Napoli saprà valorizzare i suoi Beni Comuni o continuerà a sacrificare la cultura sull’altare del turismo di massa?






























