Panda: dall’estinzione all’asilo nido in Cina

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Secondo l’ultimo censimento del WWF gli esemplari di panda rimasti nel mondo sono solo 1864. Si tratta di un numero molto ridotto. Per proteggere questi animali dall’estinzione, nel 1987 è nata la base di ricerca di Chengdu, in Cina, divenuta un vero e proprio asilo nido per panda. Qui vivono sereni, schiacciando un pisolino tutti insieme, facendo merenda o giocando a palla.

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Le cause dell’estinzione

I panda sono gli animali simbolo della tradizione cinese. Il gesuita naturalista francese Padre Armando David descrisse per la prima volta un “orso bianco e nero” nel 1869. Allora i panda vivevano liberi e spensierati in tutto il sud e l’est della Cina, oltre che nei vicini Myanmar e Vietnam settentrionale. Con l’aumento e l’espansione sul territorio del genere umano il loro spazio vitale si è limitato. Adesso sono confinati nelle fitte foreste di bambù e nei rilievi montuosi della Cina Sud Occidentale, nelle provincia di Sichuan, Shan-si Gansu.

La riduzione del loro habitat è una causa della loro estinzione. La costruzione di strade, dighe ed edifici e la deforestazione hanno ridotto a 20 le aree in cui i panda possono vivere, per un’estensione di circa 23.000 kmq. Avendo a disposizione solo piccole aree sparse, spostandosi l’animale incontra molti pericoli, tra cui il bracconaggio. In più, la loro riproduzione avviene molto di rado. Le femmine sono fertili solo 2 o 3 giorni all’anno e partoriscono un solo cucciolo ogni due anni. Questo mette molto a rischio la specie, considerando che alcuni muoiono da piccoli. Nel 2019 sono nati 60 cuccioli ma solo 57 sono sopravvissuti. Al momento, la popolazione selvatica di panda giganti ammonta a meno di 2.000 esemplari, la maggior parte dei quali vive nelle province cinesi dello Sichuan e dello Shaanxi.

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Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding

pandaProprio per difendere i cuccioli, nel 1987 a Chengdu, in Cina, è nato il Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding, ovvero un centro di ricerca e allevamento di panda giganti. Molto simile a un asilo nido, i cuccioli, nati in modo naturale o attraverso l’inseminazione artificiale, crescono serenamente in un habitat quanto più vicino al reale.

Una volta diventati adulti vengono lasciati liberi, di solito in riserva. Hanno altalene, cavalli a dondolo e tanti giochi a disposizione. Sul web sono decine i video in cui si possono vedere questi piccoletti bianchi e neri divertirsi, mangiare o dormire.

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L’impegno WWF

pandaIl 4 settembre 2016 l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha catalogato i panda categoria Vulnerabile. L’esistenza dell’animale è in serio pericolo. Il numero degli esemplari nel mondo, infatti, è molto basso.

La deforestazione non solo riduce lo spazio del loro habitat naturale ma rende anche difficile trovare germogli di bambù per nutrirsi. Un panda, in media, mangia ogni giorno fino a 38kg di cibo, composto per il 95% da germogli e foglie di bambù. Il WWF ha creato delle riserve in Cina per permettere ai panda di spostarsi, nutrirsi e riprodursi in modo sicuro.

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