Pane, amore e realtà: il sogno americano di Birdy’s Bakery

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Martedì 12 febbraio alle ore 18.00, alla Feltrinelli di piazza dei Martiri (Napoli), si è tenuta la presentazione del libro Birdy’s Bakery – Un sogno americanoRenata Sergio, autrice del libro e proprietaria dell’omonima bakery, ha svelato ai presenti il suo ingrediente segreto: amore (Leggi anche: San Valentino di gusto: la ricetta per stupire il tuo lui). Amore per l’America, per Napoli, per la sua famiglia e la sua attività.
Renata porta un pezzetto di New York nella sua città natale e conquista subito il cuore di chi lo prova. Il suo libro non è un classico ricettario. C’è una storia, a metà tra realtà e fantasia, che fa da contorno a una vasta gamma di delizie made in USA.

Il sogno americano, l’amore e la bakery

amore Renata e Salvatore, suo compagno di vita e co-founder del marchio, raccontano la storia di Birdy’s Bakery. “È stato un azzardo provare a portare un menù così internazionale in una città tanto legata alla tradizione”. 

Prima dell’università Renata trascorre tre mesi in America, dove tornerà più volte negli anni seguenti. A Napoli incontra Salvatore. Anche lui ha inseguito il sogno americano: a 19 anni, dopo il diploma, si trasferisce e lavora in alcuni ristoranti. In Italia, una scuola molto importante per Salvatore è sicuramente il lavoro al Gambrinus, col suocero. Un’esperienza formativa, fondamentale per la nascita della bakery.

Il progetto Birdy’s Bakery arriva prima a Chiaia, poi al Vomero e infine a Portici. Lo store al Vomero è un take away, perciò è il più newyorkese. Per questo, a monte vi è stato un lungo studio del packaging, pratico ma con lo stile del brand.
Tanti anche gli esperimenti per raggiungere i sapori e l’aspetto che conosciamo oggi.

Perché Birdy’s? “Abbiamo valutato tantissimi nomi. Alla fine abbiamo immaginato questo uccellino che viaggia e arriva in America, per il sogno americano. Vive su un albero vicino ad una pasticceria, mangiando le briciole. Ma, nostalgico della sua città, torna e apre una sua pasticceria. Birdy, come quell’uccellino”.

Riguardo la stesura del libro, l’autrice racconta: “Sapevo quello che volevo trasmettere: far capire alle persone che leggevano che dietro questo bel progetto c’è tanta fatica, tanto tempo tolto a noi e alle persone che amiamo. La vita è imprevedibile, non mi sarei mai immaginata di arrivare qui oggi. Ho cercato di raccontare la mia storia, provando a dare qualche spunto al lettore. Spero di esserci riuscita, pur non essendo una scrittrice”.
La protagonista, però, si chiama Lavinia, non Renata. “Volevo che il libro esprimesse amore. Lavinia è il nome di mia figlia, quale nome migliore?”.

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Intervista all’autrice: nei suoi menù amore e tanta America

amoreC’è una ricetta, tra quelle presenti nel libro, a cui è particolarmente legata? “È difficile, ce ne sono diverse a cui sono molto legata. Sicuramente quella che mi ha dato più soddisfazione è quella della red velvet. Più di sei anni fa, quando ho iniziato a farla qui a Napoli, nessuno la conosceva, nessuno aveva assaggiato questo sapore cosi diverso dai nostri tradizionali”.

Quando e come ha deciso di condividere le sue ricette col pubblico? “Da quando abbiamo aperto, tutti mi hanno sempre chiesto le ricette, per replicarle a casa. Da qui l’idea di condividerle. Magari anche scambiarci suggerimenti, qualcuno che prova a casa una variante e me la suggerisce o viceversa. Ci ho messo un po’ di tempo. Tra i vari impegni non è stato facile mettermi a lavorare al libro, perché non contiene solo ricette, c’è anche un racconto. Un piccolo romanzo, per creare un ricettario un po’ diverso dai soliti”.

Birdy’s Bakery si distingue rispetto a realtà simili. Qual è il valore aggiunto che la identifica e la differenzia rispetto ad altre bakery? È vero, non siamo gli unici. Ma siamo stati i primi a Napoli e in Campania. La cosa che più ci distingue è che noi cerchiamo di trasmette lo stile americano, l’atmosfera. Qui non si trovano prodotti italiani. Festeggiamo le tradizioni americane come il Thanksgiving, con la tipica cena e il tacchino. Cerchiamo di trasportare i nostri clienti in America. È questo che traspare. Non si viene in una semplice bakery ma in un angolo di America”.

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