Parroco, omelia choc: Fanno abortire donne e usano i feti vaccini Covid!

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Parroco vaccini feti, la teoria choc in un’omelia. Dopo oggi il mondo conoscerà due Paolo Pasolini. Il primo, poeta e letterato, che scrisse “Petrolio”, testo di denuncia contro i Poteri Forti. Il secondo, Parroco di Cesena che durante un’omelia ha deciso di enunciare teorie preoccupanti sui vaccini anti Covid-19 e non solo.

Don Paolo Pasolini infatti, durante l’omelia nella parrocchia di San Rocco, si è schierato con i No-Vax. Davanti ai suoi fedeli ha infatti sostenuto la teoria del complotto affermando che i vaccini vengano prodotti utilizzando “feti vivi”. Un’affermazione che mette in difficoltà anche il Vaticano, schieratosi da sempre a favore dei vaccini.

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Parroco vaccini feti: Le parole di Don Paolo

parroco vaccini feti,Esiste modo e modo per protestare e per portare in auge le proprie affermazioni. Don Paolo Pasolini, Parroco di Cesena, ha deciso di farlo durante una sua omelia. Nella parrocchia di San Rocco infatti, Don Paolo, si è riservato qualche minuto da dedicare alla sua idea sui vaccini. “Esistono aziende che pagano delle donne per poter utilizzare i loro feti con cui producono i vaccini”.  Affermazioni forti fatte davanti ai fedeli che lo ascoltano. “Fegati, cuori, polmoni e altri organi vivi” continua l’elenco del Parroco “vengono venduti ad aziende come AstraZeneca per produrre vaccini”. Parole pesanti che non sono andate giù nemmeno al Vaticano, schieratosi in favore dei vaccini.

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Parroco vaccini feti: La posizione del Vaticano e le possibili conseguenze per Don Paolo

parroco vaccini feti,Il Vaticano ha già più volte espresso in questo periodo la sua posizione favorevole sui vaccini. Ha inoltre precisato che nessuno sarà obbligato a vaccinarsi ma che nonostante ciò vi saranno conseguenze per i No-Vax. Il provvedimento è stato emanato da Giuseppe Bertello, Presidente della Pontificia Commissione dello Stato della Città del Vaticano. I dipendenti del Vaticano che non si vaccineranno per ragioni di salute saranno demansionati mantenendo però il loro stipendio. Diverso invece per chi si oppone al vaccino su una questione ideologica. In questo caso si rinvia ad una legge vaticana del 2011 che consente, in alcuni casi, anche il “licenziamento”.

Don Paolo quindi, a causa delle sue forti parole, rischia conseguenze altrettanto pesanti.

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