Partito Gay: la comunità LGBTQI+ in politica? Oppositori in rivolta, parla Adinolfi

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Nasce a Roma il Partito Gay, fondato da Fabrizio Marrazzo. Durante la conferenza stampa sono divulgati i punti del programma: è tempo che la comunità LGBTQI+ combatta le proprie battaglie. L’Italia potrebbe essere pronta e a dichiararlo sono i dati Istat. Si scenderà in campo già con le amministrative in primavera, ma l’opposizione da subito leva la propria voce. Adinolfi: “Non riusciranno a raccogliere le firme.

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Partito Gay: solidale, ambientale, liberale

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Dalla pagina Facebook Fabrizio Marrazzo

Fabrizio Marrazzo ha presentato, il 19 novembre, il Partito Gay, rappresentanza politica che vuole dar voce alla comunità LGBTQI+. Già fondatore di Gay Center e della Gay Help Line, l’attivista ha indetto una conferenza stampa nella sala Cristallo all’hotel Nazionale, in piazza Montecitorio. Insieme a Claudia Toscano, attivista Agedo – Associazione genitori di omosessuali – e a Vittorio Tarquini, attivista trans, Marrazzo ha mostrato il logo e la missione: solidale, come sostegno; ambientalista, per unire lavoro, imprese e ambiente; liberale, per mostrare che chiunque può farcela.
Il movimento “nasce dall’esigenza della comunità LGBTQI+ di non voler essere rappresentata da altri“.
Il Partito Gay si presenterà alle prossime elezioni amministrative, a partire da Roma, importante banco di prova per puntare al Parlamento. Il movimento potrebbe ottenere percentuali dal 6 al 15%. In base alle supposizioni sugli studi di EuroMediaResearch, per cui il 12,8% della popolazione italiana è LGBTQI+.

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La missione del partito: combattere le battaglie LGBTQI+

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Dal profilo Twitter Fabrizio Marrazzo

Partito Gay sottolinea che l’Italia è ancora indietro nelle battaglie degli LGBTQI+.
Secondo Marrazzo, ci sono state diverse iniziative governative che non hanno considerato la rappresentanza Rainbow:

  • Nell’ultima manovra finanziaria, gli incentivi di assunzione riguardano donne e giovani, escludendo le persone trans. Sempre più discriminati sul lavoro;
  • La circolare in cui Salvini ha ripristinato, sulle carte d’identità dei minori, le diciture Madre e Padre, a danno dei figli delle famiglie Arcobaleno;
  • Nei Dpcm Conte, soltanto i congiunti potevano incontrarsi, ma nella comunità molti hanno reciso i rapporti coi parenti. Da qui, l’introduzione degli affetti stabili.

Il partito attacca anche il ddl Zan: è insufficiente. La legge Mancini del 1994 tutela le minoranze religiose ed etniche da ogni forma d’odio. In Italia, non è reato discriminare genere e orientamento sessuale.

I dati Istat mostrano che la maggioranza degli italiani è pronta ad abbattere le differenze. Il portavoce, ora, vuole testare il favore al partito LGBTQI+.

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Adinolfi a capo dell’opposizione al partito Arcobaleno

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Dal profilo Facebook Mario Adinolfi

Non è tardata ad arrivare l’opinione dell’opposizione. Simone Pillon attacca il partito e chiede la rimozione del ddl Zan, etichettato come liberticida.
L’ideatore del Family day, Massimo Gandolfini, si interroga sulla necessità di avere un partito LGBTQI+. I diritti gay sarebbero già stati tutelati dalla sinistra italiana. Fratelli d’Italia punta il dito verso l’idea che vedrebbe Salvini e Meloni attuatori di omofobia.
Più feroce Mario Adinolfi: “La mia profezia: non ci sarà nemmeno una lista di questo paradossale partito.” Il presidente del PdF – Popolo della Famiglia – afferma che per fondare un partito occorre rispondere a un’esigenza. Questo il motivo della nascita di PdF: rappresentare famiglie sposate con figli, puntando sui valori universali. “Il Partito Gay rappresenterebbe un segmento della società che si autoghettizza. Parla di lobby Lgbt, affamate dei fondi già sfruttati dalle associazioni Rainbow.”

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