Pasqua 2020: storia e tradizione nella cultura napoletana

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Le festività pasquali si avvicinano. Pasqua 2020 avrà probabilmente un sapore diverso dalle precedenti. Tuttavia, porterà sempre il suo carico di speranza e di rinnovamento, aprendo la strada ai mesi estivi. C’è chi si prepara alla Pasqua da un punto di vista religioso, vivendo con intensità il percorso della Quaresima. Qualcuno si prepara invece facendo grandi pulizie, approfittando delle giornate che si allungano e migliorano. A Napoli, la Pasqua – come gran parte delle feste più importanti dell’anno – coinvolge due fondamentali aspetti: la devozione e la cucina. La città vive intensamente non solo Pasqua, ma l’intera Settimana Santa.

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Pasqua 2020: il giovedì santo

Pasqua 2020Nel giovedì santo si ricorda l’istituzione dell’Eucaristia, ovvero il sacramento istituito da Gesù Cristo durante l’Ultima Cena. Si celebra anche il ministero ordinato, come pure la consegna ai discepoli del comandamento dell’amore: “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Oltre ai riti religiosi, la tradizione culinaria partenopea vuole che per questo giorno si prepari la zuppa di cozze. È servita solitamente con crostini e olio piccante. In origine erano gli abitanti del Borgo Santa Lucia a preparare questo delizioso piatto. Oggi però è possibile degustarlo nei migliori ristoranti della città e soprattutto nella case napoletane.

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Pasqua 2020: il venerdì e il sabato

Pasqua 2020Il venerdì santo i cristiani commemorano la passione e la crocifissione di Gesù Cristo. La liturgia inizia nel silenzio, come si chiude quella del giorno precedente e si apre quella della veglia di Pasqua nella notte del sabato santo, quasi a sottolineare come il Triduo pasquale sia un’unica celebrazione per i cristiani.

A Napoli, come nella maggior parte delle città italiane, ha luogo la Via Crucis, ovvero la rappresentazione animata della passione e della morte di Gesù. Nella mattinata la tradizione napoletana prevede di visitare i “sepolcri”. Pur essendo un giorno di digiuno, il venerdì santo è il giorno in cui cominciano le preparazioni più lunghe destinate alla domenica, come la lievitazione dell’impasto del casatiello o la cottura del grano per la pastiera.

Il sabato è invece il giorno in cui il mondo cristiano celebra la discesa agli inferi del Signore. A Napoli è però anche la giornata dedicata dello “struscio”, parola che indica il passeggio lungo i corsi principali della città, anticamente per esibire l’abito nuovo, oggi per dedicarsi allo shopping.

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La domenica di Pasqua e il lunedì in Albis

Pasqua 2020Dopo la solenne Messa pasquale, il popolo napoletano si ritira nelle case per degustare il ricco pranzo partenopeo. Esso prevede:

  • La classica fellata: salumi affettati serviti spesso con formaggi e fave;
  • La minestra maretata;
  • Il capretto con patate e piselli al forno;
  • I carciofi “alla napoletana”,conditi con aglio, olio, sale e prezzemolo;
  • Il casatiello dolce e salato;
  • L’immancabile pastiera napoletana.

Generalmente le feste pasquali napoletane terminano il lunedì in Albis, detto anche “lunedì dell’Angelo”, con la tradizionale gita fuori porta e un ennesimo, gustoso, ricco pranzo.

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