Pasquale La Gatta, vero publican con il suo Labyrinth a Pomigliano d’Arco

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Pasquale la Gatta
Pacquale La Gatta, il vero publican di Pomigliano d'Arco

Qualità, cortesia, buon cibo, ottime birre e tanta musica: sono questi gli elementi sui quali Pasquale La Gatta ha lanciato, nel 1988, il suo “tempio” della birra, il Labyrinth. Si tratta del primo vero pub di Pomigliano d’Arco. Pasquale, precursore della movida pomiglianese e “padre” di tante generazioni, si racconta a noi di Informa Press. Con la sua passione e la continua ricerca sul mondo delle birre e sulla vita publican, ha lanciato quello che oggi è un marchio di fabbrica. Insieme al suo staff, a Rosaria sua socia e a Lucia sua moglie, continua a scandire le sere dei giovani pomiglianesi e non solo.

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Pasquale La Gatta, la vita del publican pomiglianese

Pasquale la GattaCiao Pasquale, parlaci un po’ di te…

“Ciao a tutti. Fin da piccolo ho sempre avuto l’esigenza di essere indipendente. Già dalle scuole medie cercavo lavori pomeridiani. Appena mi si è presentata l’occasione di poter avere un lavoro stabile l’ho colta al volo. Sono entrato così nel mondo della ristorazione, che allora non conoscevo e che poi ho iniziato a conoscere approfonditamente. Da lì è nata l’idea di creare qualcosa di mio, insieme a Rosaria e Lucia. Io mi sarei occupato di beverage e loro della cucina. Dalla trepidazione, mi misi subito alla ricerca di un locale.”

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Pasquale La Gatta e la sua grande famiglia

Pasquale la GattaHai “cresciuto” tante generazioni di giovani, tra clienti e staff. Cosa ti porti come bagaglio da questa esperienza?

“Mi porto dietro un bellissimo bagaglio. Oltre i numerosi clienti, molti ragazzi hanno lavorato qui fin quando non hanno realizzato il loro sogno. A volte si ritrovano al locale durante le feste ed è davvero bello. Sapere che qualcuno prova sempre la stessa stima nei tuoi confronti è una grande soddisfazione. È come aver creato una grande famiglia.”

Secondo te, per un cliente avere un contatto diretto con te fa la differenza?

Il nostro è un ambiente sereno, familiare e divertente. Tante persone nel mio locale hanno trascorso giorni importanti della propria vita. C’è chi ha incontrato un amico, chi invece ha conosciuto la propria fidanzata. Con ognuno dei nostri clienti abbiamo condiviso qualcosa. Sembra di aver trascorso tante vite insieme.”

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Labyrinth, “la casa pubblica di tutti”

Ma chi è Pasquale La Gatta?

“Sono un appassionato e un cultore di birre e di locali soprattutto. Tutta la mia vita è improntata sul mio locale, che è la mia prima casa. Da noi è sempre festa, c’è sempre qualcosa da scoprire. È un pezzo di vita! Chiamarlo solo lavoro sarebbe riduttivo. È una vita al contrario – e forse questo è un po’ il risvolto negativo – ma è bello e interessante. Il mio è un locale gestito da un publican vissuto in tutta la sua espressione. È un po’ la casa di tutti!

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Pasquale La Gatta e le sue passioni

Pasquale la GattaCome è nata la tua passione per la birra e la vita publican?

“Forse nascono insieme. La passione per la buona cucina, la continua ricerca, l’esperienza, insieme diventano qualcosa che prendono tutta la tua vita. Mettere su un locale così è un lavoro di tanti anni. Non è far tendenza – che è sempre soggetta al tempo – ma mantenere la stessa identità e la stessa anima.”

 Le persone viengono nel tuo locale anche solo per fare delle chiacchiere con te…

“Si, certo. Saper ascoltare le persone è fondamentale. Cercare di comprendere chi magari in quel momento non si sente a suo agio lo reputo essenziale. In un locale pieno di gente chi è a disagio deve trovare subito un contatto.”

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Labyrinth, il pub cosmopolita

Ami viaggiare. Questo ha influito sull’identità cosmopolita del tuo locale?

Pasquale la Gatta“Sì, il mio locale è un insieme di cose. Cerchi di trasmettere alle persone quello che hai dentro e la tua storia. In ogni rinnovo che abbiamo fatto, per esempio, abbiamo riportato sempre qualche elemento del vecchio locale.”

Se tu potessi identificarti in un piatto e in una birra, quale sceglieresti?

“Per la birra ne sceglierei – anche se me ne piacciono molte – una gradevole dal finale amaro. Per quanto riguarda il piatto, invece, sceglierei un piatto che preparava mia mamma e che io riproduco fedelmente. Si tratta di tacchino, uova e piselli. Quando ho voglia di coccole me lo cucino.”

Progetti futuri?

“I nostri figli hanno intrapreso la nostra stessa strada. Quindi, prima o poi, ci sarà un passaggio di testimone.”

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