Patente e carta d’identità diventano app: addio ai documenti tradizionali

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Patente e carta d’identità potranno essere “racchiuse” in un’app, lasciando del portafogli solo un ricordo. Questa la nuova proposta della società statunitense Qualcomm che, insieme a Google, ha presentato “Identity Credential”. Si tratta di un sistema che permetterebbe agli smartphone di sostituirsi definitivamente ai documenti tradizionali. L’annuncio delle incredibili novità che coinvolgeranno il mondo digital nel 2020 arriva in occasione dell’appuntamento annuale di Qualcomm Technologies, principale produttore di chip al mondo: lo Snapdragon Tech Summit, tenutosi quest’anno a Maui, isola delle Hawaii.

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Patente e carta d’identità in un’app: nel 2020 la novità

instagram patenteCon la presentazione del nuovo chip mobileSnapdragon 865” della Qualcomm -soprannominato la “bestia” per le prestazioni che è in grado di offrire – la possibilità che la patente, la carta d’identità e anche il passaporto diventino accessibili semplicemente dal proprio smartphone, diventa realtà. Tra le caratteristiche che la “bestia” offrirà a tutto il mondo digital ci sarà infatti il nuovo sistema operativo di Google, “Android R”. Con quest’ultimo sarà subito fruibile il servizio di digitalizzazione dei documenti, denominato “Identity Credential”. La piattaforma sarà disponibile per l’autunno 2020. Tuttavia, già a maggio verrà annunciata ufficialmente in occasione dell’evento annuale I/O dell’azienda di Mountain View.

Sarà discrezione dei principali produttori di telefoni decidere o meno se integrare il servizio nei propri smartphone. Sicuramente, però, disporre di questa funzionalità potrebbe fare la differenza con i tanti competitor sul mercato. I cosiddetti “Super-smartphone” del 2020, top di gamma del mondo della telefonia, potrebbero rivoluzionare il sistema di documentazioni dello Stato… e non solo. Chiaramente, il tutto sarà possibile grazie anche all’utilizzo dell’attesissima connettività 5G.

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Sicurezza e legislazione

influencer certilogo patenteE per quanto riguarda la privacy degli utenti? Sono già state prese tutte le dovute precauzioni per garantire la massima serenità a chi utilizzerà “Identity Credential”. Qualcomm e Google hanno sviluppato sistemi di sicurezza, sia hardware che software, davvero inattaccabili. Addirittura, si potrebbero associare dati biometrici presenti sul proprio smartphone alla validità dei documenti. In questo modo “non solo i dati sensibili saranno protetti, ma anche la certezza della validità di questi”, conferma Jesse Seed, senior director di Qualcomm.

Dipenderà dai singoli Stati decidere o meno sull’adozione dell’innovativo sistema di digitalizzazione dei documenti. Probabilmente l’Europa ci metterà un po’ di tempo per trasformare in realtà quest’incredibile innovazione. “Ma ci arriveremo” afferma Seed fiducioso. Intanto, la Cina è già attiva in questo senso e negli Stati Uniti – dove già è in funzione l’app “Mobile Passport” – le novità non si fanno attendere troppo.

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I documenti “non si scaricano”

smartphone patenteL’opportunità di poter portare con sé solo lo smartphone, lasciando al passato portafogli e scartoffie varie, si fa sempre più vicina. Certo è che bisognerebbe considerare anche la questione della batteria. Nell’eventualità in cui il telefono si spegnesse, non saremmo più “riconoscibili”? Assolutamente no. In quel caso verrebbe attivata una specie di “low power mode”. Questa funzionalità permetterebbe di visualizzare i propri documenti anche quando il cellulare è completamente scarico. Praticamente, un po’ come succede con il servizio “Chiamata d’emergenza” quando non c’è segnale.

Insomma, non c’è soluzione cui il digital non possa arrivare e non c’è futuro che la rete non possa raggiungere. Lo smartphone è sempre più indispensabile e, a breve, sarà probabilmente l’unica cosa che porteremo in tasca.

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