Pechino: oltre il Covid nube gialla di smog e sabbia blocca 400 voli

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Pechino nube gialla

Pechino nube gialla – La città di Pechino, nella giornata di ieri, si è risvegliata coperta da uno spesso strato giallognolo. Questa strana nube altro non era che il frutto dello smog e di una tempesta di sabbia arrivata dalla Mongolia. Questo evento ha creato non poco disagio, tant’è che il governo municipale si è visto costretto a lanciare l’allerta ‘giallo’ di 24 ore. Quattrocento voli sono stati bloccati a causa della nube.

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Pechino nube gialla, lo strano nugolo che si è abbattuto sulla capitale

Pechino nube giallaSi potrebbero definire apocalittici – esagerando – gli episodi che si stanno verificando in questi anni. Da un anno la pandemia di Covid, ieri questa strana nube giallognola che cala e avvolge la capitale della Cina. Eppure, la situazione, perlomeno quella che attiene alla coltre gialla, non è così apocalittica come si tende a descrivere. Essa non è altro che il risultato di un inquinamento nella città salito a livelli pericolosi. Questo è quello che emerge dal sito web di controllo della qualità dell’aria Aqicn.

Questo nugolo, frutto di smog e di una tempesta di sabbia proveniente dalla Mongolia, è riuscito a creare non pochi disagi. Il governo municipale di Pechino si è visto costretto a lanciare l’allerta ‘giallo’ per 24 ore data la criticità della situazione. Ha, inoltre, ordinato a tutte le scuole di annullare gli sport e gli eventi esterni, nonché chiesto alle persone con malattie respiratorie di rimanere in ambienti chiusi. La nube gialla, oltre a ridurre la visibilità a meno di 1.000 metri, ha bloccato 400 voli.

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L’impegno della Cina contro l’inquinamento

Inquinamento, Pechino nube giallaNonostante i problemi con l’inquinamento, la Cina si sta muovendo per migliorare la situazione. L’obiettivo del governo è quello di ridurre drasticamente il livello medio di Pm2.5. Ciò si è già verificato tra il 2015 e il 2019. Ciò è accaduto grazie alla diminuzione del carbone a uso riscaldamento. Il governo cinese ha annunciato di voler raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2060.

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