Pensioni: con la nuova legge lavoreremo tutti fino a 71 anni

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È stato approvato il testo definitivo della Legge di Bilancio 2020. Le pensioni sono tra gli argomenti più discussi della manovra. Confermate Quota 100, Opzione donna e Ape social, ma basterà a tranquillizzare? Dalle rivalutazioni si calcola un innalzamento dell’età pensionabile. Come sempre, i giovani sono quelli che ci rimettono di più. Ecco quali sono le novità che ci aspettano nel 2020.

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Pensioni: novità per il riscatto contributi

tasse canone rai pensioniIl 2020 ci accoglie con la rivalutazione dell’importo dell’assegno delle pensioni. Approvata la Legge di Bilancio 2020, ritroviamo quanto già confermato precedentemente dalla circolare INPS n. 147 dell’11 dicembre. Questa rivalutazione prevede l’adeguamento dell’importo degli assegni all’andamento dell’inflazione. Un modo per non far perdere potere d’acquisto alle pensioni. A partire dal 2020 la pensione minima verrà rivalutata dello 0,4%. Quindi, dal 1° gennaio il trattamento minimo salirà a 515,06 euro (rispetto ai 513,01 euro del 2019). La rivalutazione va per scaglioni è rimane intatta del 100% solo per chi ha un reddito pari o inferiore a tre volte l’importo minimo dell’assegno. Man mano che l’importo aumenta, la percentuale diminuisce.

A quanto riporta il documento, sembra confermata la soglia contributiva in atto nel 2019. In realtà ci sono problematiche legate alle condizioni della riforma Monti-Fornero, che fa riferimento a uno stipendio medio di 1.300 euro al mese. Questo parametro esclude una grande fetta di giovani lavoratori a cui toccherà lavorare per diversi anni in più. I giovani rischiano di maturare la pensione a ben 71 anni.

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Pensioni: richieste alternative per anticiparla

nuove banconote pensioni canone raiQueste ultime novità sulle pensioni lasciano sgomento. Intanto da Montecitorio sono confermate e prorogate le seguenti manovre:

  • Quota 100: il sistema di pensionamento che dà la possibilità di congedarsi dal lavoro a 62 anni se sono stati maturati 38 anni di contributi. Il cospicuo numero di domande registrate all’INPS nel 2019 ha permesso di stimare un risparmio di 3,8 miliardi in tre anni.
  • Pensioni di cittadinanza: per i nuclei familiari con almeno un componente di età pari o superiore a 67 anni. Ricordiamo che la pensione di cittadinanza e l’assegno pensionistico non aumenteranno nel 2020, sulla base della rivalutazioni descritte in precedenza.
  • Opzione donna: riservato alle donne lavoratrici con 58 anni di età (59 per le autonome) e 35 anni di contributi. È stato prorogato con gli stessi parametri del 2019.
  • Ape sociale: è la possibilità di accedere anticipatamente all’assegno pensionistico a 63 anni, in due casi. Se si assiste da almeno sei mesi il partner, o un parente di primo grado, con handicap grave; oppure si è invalidi civile non titolari di pensione diretta.
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Taglio anche alle pensioni di reversibilità

Anche per le pensioni di reversibilità ci sono delle modifiche. Tutti i beneficiari che ricevono altri redditi Irpef si vedranno ridurre la pensione. Cosa significa tutto ciò nel dettaglio?

  • I nuclei familiari che non superano il reddito annuo di circa 26.780€ (4 volte il trattamento minimo annuo del fondo pensioni lavoratori dipendenti), avranno una riduzione del 25%;
  • Taglio del 40% alla seconda fascia che va fino ai 2.570€ mensili (fino a 5 volte il trattamento minimo);
  • Quando invece si superano i 2.570€ mensili (5 volte il trattamento minimo), nonché i 33.400€ annui (circa), l’assegno spetta solo per il 50%.

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