Peppino di Capri l’innovatore: la versione di Gianmarco Cilento

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Peppino

È un Peppino di Capri inedito quello descritto da Gianmarco Cilento nel suo libro “Peppino di Capri e i suoi Rockers”. Il volume, strutturato in sei capitoli, attraversa il periodo artistico del cantante dal 1954 al 1968, dagli inizi con il batterista Ettore “Bebè” Falconieri allo scioglimento del complesso “Peppino di Capri e i suoi Rockers”.

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La biografia di Peppino di Capri

PeppinoPeppino di Capri e i suoi Rockers” rappresenta una novità rispetto ad altri lavori sull’artista. Intende essere una biografia artistica organica del cantante nel suo periodo di militanza con i Rockers. Un elemento unico e irripetibile, che ha contribuito alla sua fortuna professionale. L’autore affronta l’argomento da un punto di vista scientifico, critico e investigativo, confrontandosi con fonti autorevoli presenti nella bibliografia.

Gianmarco Cilento vive a Roma, dove studia e si occupa di critica cinematografica. Laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza, collabora con le testate Dasscinemag e Marsili Notizie. I suoi principali interessi sono rivolti allo studio della Storia del cinema, dei New media e della musica popolare internazionale.

PeppinoMa come nasce l’interesse per la figura di Peppino di Capri?
“Sono sempre stato un grande amante di musica italiana popolare, bit e napoletana. Sono anche interessato al profilo biografico e storico-filologico della discografia di cantanti popolari e cantautori. Per questo sono sempre a caccia di biografie. Su Peppino di Capri, a parte la sua autobiografia e la discografia illustrata, non c’era nulla di saggistico. Ma c’erano ancora tantissime cose da dire. Ho sperato che lo facesse qualcun altro. Poi ho pensato di farlo io. Ho covato questa idea, concretizzatasi dopo due interviste fatte ai due componenti del complesso ancora in vita, perché gli altri due sono scomparsi. Due interviste che avevo fatto per conto di un tirocinio universitario per la Sapienza. Da quelle interviste sono usciti tanti elementi innovativi. All’epoca non c’erano informazioni che giravano in rete”.

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Una florida parentesi artistica

PeppinoIn cosa si differenza, quindi, il suo punto di vista sull’artista, rispetto agli altri lavori che lo riguardano?
“Si differenzia da un punto di vista saggistico. Come dicevo, rispetto ad altre informazioni note, quello che non si sapeva erano altri elementi, come la nascita del complesso o come sono arrivate alla radio e alla televisione le canzoni che lo hanno portato al successo. Non si sapeva chi aveva scritto di lui in quegli anni, come il musicista e poeta Mikis Theodorakis. Ho cercato di ricomporre questo puzzle, dando ai fan dell’epoca e a quelli più giovani un quadro più dettagliato, più attuale e facilmente reperibile della sua parabola artistica”.

Secondo il suo parere, cosa distingue Peppino di Capri dagli altri interpreti e cosa ha contribuito ad accrescerne la fama?
“Credo la sostanziale innovazione che con il suo complesso ha portato alla musica partenopea. Lui si è sempre distinto nella scia dei cosiddetti urlatori, che hanno esordito esattamente nel suo stesso periodo. Pensiamo a Celentano, Mina, Tony Dallara, Tony Renis. Probabilmente, la sua fortuna è stata anche quella di rinnovare ulteriormente generi, stili, parolieri, compositori e in seguito anche membri del complesso (che a un certo punto si scioglie e poi piano piano si trasforma). Ciò ha permesso al cantante di dire qualcosa di nuovo e affrontare problemi nuovi. A differenza di altri suoi coevi che sono rimasti purtroppo nell’ambito della loro generazione – ovvero quella degli anni del boom degli anni ’60 – senza riuscire a portare sostanziali novità stilistiche ed espressive, nel periodo delle nuove tendenze musicali”.

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