Pestaggio chemio, uomo di 30 anni aggredito mentre aspettava la metro sulla banchina di Termini. Rubato lo zaino contenente le sue cartelle cliniche.
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Pestaggio chemio: l’agguato in metro
L’aggressione è avvenuta lo scorso 3 luglio sulla banchina della metro di Termini. La vittima, un ragazzo di 30 anni si stava recando al reparto di Ematologia dell’Umberto I per il suo ciclo di chemio. La tratta di solito viene percorsa in auto con il padre, ma per un guasto al veicolo, il giovane questa volta ha raggiunto l’ospedale in metro da solo. L’aggressione è avvenuta intorno alle dieci del mattino. Sembrerebbe che l’obbiettivo dei borseggiatori fosse lo zaino del ragazzo. In cui c’erano solo 50 euro, ma anche tutte le sue cartelle cliniche.
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Pestaggio chemio: l’aggressione
La vittima denuncia la vicenda insieme al presidente dell’associazione pendolari “TrasportiAmo”, David Nicomedi. “Sono stato aggredito alle spalle con un pugno o una manata, gettato a terra, preso a calci e trascinato sulla banchina. Tutto, alla fine, per appena 50 euro che erano dentro lo zaino. La terapia prima di allora non mi aveva mai dato gravi conseguenze, questa volta invece sono stato ricoverato per una gastroenterite forse dovuta allo stress. Dopo quell’episodio mi sono sentito malissimo”. Il pestaggio ha lasciato diversi lividi e lesioni interne.
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Pestaggio chemio: la denuncia
Il 30enne racconta come il pestaggio la abbia costretto a terra. “Non ho avuto modo di capire chi fossero o di vederli chiaramente dal momento che sono stato preso alla sprovvista, da dietro, ma dovevano essere in 4 o 5. Tutto è successo velocemente. Ero spostato verso la fine della banchina ed è lì che mi hanno colpito. Ho sentito una botta allucinante, ero tra la gente, sono caduto in avanti e mi trascinavano perché non riuscivano a sfilarmi lo zaino. Per farmi mollare la presa mi hanno riempito di calcioni e sferrato pugni”. Dopo l’aggressione il 30enne ha proceduto con la denuncia. Nonostante la vittima non sia riuscito ad identificarli, le Forze dell’Ordine indagano sull’aggressione grazie anche alle telecamere di videosorveglianza.
































