Peste suina: è strage di maiali in Italia. Ecco cosa sta succedendo

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Peste suina è allarme. Per arginare il problema è in atto un vero e proprio sterminio di maiali e non solo. Anche i cinghiali selvaggi verranno uccisi. Le associazioni ambientaliste però cercano di intervenire. “Le uccisioni non risolveranno il problema”. 

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Peste suina: l’allarme e le misure per evitare il contagio 

carni e salumi, peste suina Si tratta di un vero focolaio scoppiato tra il Piemonte e la Liguria. Si estende per 130km parallela al tratto autostradale. Questa è infatti la dimora di circa 35mila cinghiali. Per delimitare il problema si è creata una vera e proprio zona rossa che riguarda 114 comuni Lo scopo è quello di creare una recinzione tra la fauna selvaggia e il tratto autostradale. Questa è pero solo la prima fase della tattica portata avanti dalle autorità sanitarie. L’obbiettivo è arginare la mandria di animali selvaggi e poi procedere all’eliminazione. Si tratterebbe non solo dell’uccisione di 35mila cinghiali ma anche di 500 maiali da allevamento. La preoccupazione è che gli animali selvaggi passino il virus a quelli di allevamento. “Il rischio di contatti è altissimo. Per queste aziende sono già stati predisposti dei ristori in quanto non sarà possibile fare un abbattimento e macellare perché la carne potrebbe essere infetta”. 

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Peste suina: la rivolta delle associazioni ambientaliste 

peste suina, Cinghiale ferito uccide cacciatoreGli abbattimenti di centinaia di migliaia di animali non sono passati inosservati. Diverse associazioni ambientaliste stanno protestando sulle azioni portate avanti dalle società sanitarie. “L’ intenzione è quella di uccidere tutti i suini e cinghiali allo stato brado o semibrado, prevedendo inoltre le stesse misure anche per gli animali detenuti in allevamenti familiari, ovvero allevati in piccole stalle. Uno sterminio di massa che porterà alla morte non solo degli esemplari che hanno contratto il virus ma anche di quelli sani. Uno sterminio che per gli animali non ha mai fine”. Una petizione che ha portato a circa 37mila firme. Tuttavia il piano di abbattimento animali va avanti. Martedì pomeriggio è indetta una riunione d’emergenza per parlare del caso Genova. Il tratto del torrente Bisagno è considerato al momento uno dei più critici. 

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