Plastic tax, la nuova tassa aiuterà davvero l’ambiente?

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La plastic Tax è tra le misure più discusse della prossima manovra economica. La nuova imposta dovrebbe entrare in vigore dal 2020. Obiettivo: ridurre i prodotti monouso in plastica, come buste, vaschette, bottigliette, tappi e materiali per protezione e imballaggi, polistirolo incluso. Faranno eccezione le siringhe, le taniche, contenitori e custodie per l’oggettistica.

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Plastic tax dimezzata: la nuova proposta del governo

plastic taxL’emergenza clima è ormai tra le principali questioni politiche. L’Unione Europea ha già posto una direttiva riguardante i prodotti in plastica, vietandone l’utilizzo in caso siano presenti alternative. Secondo la normativa europea inoltre, entro il 2021, piatti, posate, cannucce e altri materiali in plastica dovranno essere vietati.

La risposta italiana a questa direttiva è la plastic tax. La tassa sulla plastica introduce un’imposta sui cosiddetti “Macsi”, ovvero i manufatti in plastica con singolo impiego, come gli imballaggi.

La plastic tax è stata fin da subito vista come una legge per la politica ambientale, anche se ha ricevuto varie critiche. A partire da Italia Viva che ha infatti espresso il proprio disappunto sulla nuova tassa: potrebbe risultare essere un peso per le famiglie, oltre che per le imprese. Proprio per prevenire danni a queste ultime, nella bozza della manovra, sono stati previsti diversi incentivi per le aziende che operano con la plastica, suggerendo inoltre l’utilizzo di materiali biodegradabili e compostabili.

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Le parole dei ministri

plastic tax“Incontrerò sicuramente le imprese e ci confronteremo. La Plastic Tax non deve essere una tassa per fare cassa, ma una tassa di scopo, finalizzata alla riconversione dei materiali. Per questo penso che la norma possa essere ulteriormente migliorata in Parlamento”. Queste le parole di Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente, che ha voluto precisare alcuni punti della legge. Il Ministro si è inoltre augurato un’intesa con le imprese e lavorando insieme riguardo ulteriori decreti attuativi.

Ulteriore dilemma è il peso di questa nuova tassa nei confronti delle famiglie. La paura è quella che la tassa venga “scaricata” sull’utente finale, che già vive in una situazione di crisi economica. Questo problema è stato evidenziato anche dalla Coldiretti, organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo. Secondo l’organizzazione infatti, la plastic tax potrebbe colpire i principali settori produttivi del Made in Italy.

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Plastic Tax, chi la paga?

Saltwater BreweryLa tassa colpirà i produttori e importatori di imballaggi e le aziende chimiche che producono materiali in plastica. La nuova imposta porterà la plastica a costare circa un euro al chilo. Per chi non paga sono previste care multe, che superano di dieci volte l’importo dell’imposta evasa.

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