Pluriomicidi mura domestiche: un 17enne ha confessato l’omicidio di padre, madre e fratellino a Paderno Dugnano, Milano. Il caso rientra in una serie di tragici omicidi familiari in Italia, dove il 43% degli omicidi avviene tra le mura domestiche. Episodi simili, come quelli di Erika e Omar, evidenziano una crescente violenza familiare.
Ti consigliamo come approfondimento-Taranto, ragazza stuprata da un gruppo di uomini in campagna: tre arresti
Pluriomicidi mura domestiche: continuo aumento
Un ragazzo di 17 anni ha confessato, dopo ore di interrogatorio, di aver ucciso il padre, la madre e il fratellino. Il terribile crimine è avvenuto a Paderno Dugnano, nella periferia nord di Milano, e ha sconvolto la comunità locale. Non è la prima volta che un figlio uccide i propri genitori. In Italia è un fenomeno che continua a destare allarme e sgomento. In Italia, il 43% degli omicidi avviene all’interno delle mura domestiche, con una percentuale ancora più alta nel nord del Paese. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, dall’inizio dell’anno fino al 25 agosto, sono stati compiuti 186 omicidi in Italia, di cui 88 in ambito familiare. Questi numeri evidenziano una preoccupante tendenza di violenza all’interno delle famiglie, che richiede una maggiore attenzione e intervento da parte delle autorità.
Ti consigliamo come approfondimento-Terrore a Grumo Nevano: banda di giovani aggredisce extracomunitari quasi tutte le sere
Pluriomicidi mura domestiche: casi non recenti
Tra i casi più noti di parricidio in Italia vi è quello di Doretta Graneris, avvenuto il 13 novembre 1975 a Vercelli. All’età di 18 anni, Doretta uccise la madre, il padre, il fratello di 13 anni e i nonni materni con l’aiuto del fidanzato Guido Badini. Un altro caso emblematico è quello di Ferdinando Carretta, che il 4 agosto 1989 a Parma uccise con un’arma da fuoco il padre, la madre e il fratello. Carretta confessò il triplice omicidio dopo essere stato rintracciato nel Regno Unito, rivelando il suo odio nei confronti del padre. Nel 1991, Pietro Maso massacrò i genitori Antonio e Rosa a Montecchia di Crosara, Verona, con l’aiuto di tre amici. Maso fu condannato a 30 anni di carcere, ma ottenne la semilibertà nel 2008 e completò la pena nel 2013.
Ti consigliamo come approfondimento-Pomigliano d’Arco, attimi di paura nella 219: 51enne ferito da un colpo di pistola nella notte
Pluriomicidi mura domestiche: casi recenti
Nel 2022, Maso fu nuovamente indagato per tentata estorsione nei confronti delle sorelle. Nel 1998, Elia Del Grande uccise il padre, la madre e il fratello a Varese. Egli voleva impossessarsi dei soldi di famiglia. Fu arrestato in Svizzera dopo un controllo casuale. Uno dei casi più famosi degli anni Duemila è quello di Erika De Nardo e Omar. Loro, il 21 febbraio 2001 a Novi Ligure, uccisero la madre di Erika e il fratellino Gianluca. Erika e Omar furono condannati rispettivamente a 16 e 14 anni di carcere. Nel 2021, Benno Neumair uccise i genitori Peter e Laura Perselli a Bolzano, gettando i cadaveri nel fiume Adige. Lo stesso anno, le sorelle Zani uccisero la madre Laura Ziliani a Temù, Brescia, con l’aiuto del fidanzato della maggiore, Mirto Milani. Questi casi mostrano come la violenza familiare possa raggiungere livelli estremi, spesso motivata da conflitti irrisolti e dinamiche complesse.

































