Il taser per le forze di polizia è stato dichiarato in prova a gennaio di quest’anno. Una volta dichiarato il programma di utilizzo, è stata fatta la gara di appalti per l’acquisto dei taser. Ma una volta arrivati, i taser non risultano conformi alle normative di sicurezza, e al momento restano bloccati nelle armerie.
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Taser per Polizia e Carabinieri
La proposta per l’utilizzo dei taser è stata fatta nel 2018. Le città previste per la sperimentazione sono state:
- Milano;
- Napoli;
- Torino;
- Bologna;
- Palermo;
- Firenze;
- Brindisi;
- Catania;
- Caserta;
- Reggio Emilia;
- Genova;
- Roma.
Per diventare effettivo, l’utilizzo di questa nuova arma avrebbe dovuto superare la prova nelle 12 città elencate.
Per quanto riguarda i corsi di formazione per gli uomini delle forze dell’ordine, sono stati a carico della ditta produttrice dei taser. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha inoltre emesso delle linee guida per l’utilizzo. Il taser è catalogato come arma propria: va mostrato senza essere impugnato per far desistere il soggetto dalla condotta in atto. In caso di resistenza da parte del criminale, può essere estratto e utilizzato. Quindi poliziotti e carabinieri devono tenere conto dell’ambiente che li circonda e valutarne l’utilizzo.
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Perché è stato sospeso l’utilizzo per gli agenti di polizia?

Il Ministero dell’Interno ha dichiarato lo stop all’utilizzo dei taser per la polizia. Le armi rimarranno ferme in armeria fino a nuove disposizioni. A quanto pare il prodotto, fornito dalla ditta “Axon Public Safety Germany Se” non soddisfa i requisiti richiesti. In particolare non ha superato i test balistici della prova allo sparo fuori bersaglio. I test hanno riscontrato che i dardi non fuoriescono in modo corretto e risultano non conformi alle previsioni dei test. La società Axon è rimasta colpita dalle affermazioni da parte del Consiglio di Stato. La società ha dichiarato che i taser erano conformi ai requisiti. La Axon ripeterà personalmente i test balistici come controprova.
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Taser: quali sono i rischi?

Il problema di sicurezza non fa cambiare idea al Ministero. Nel 2018 Amnesty International lanciò un allarme sui pericoli del taser. Il rischio di causare infarti è abbastanza alto, l’eccesso nell’utilizzo potrebbe causare la morte. Quello di cui sono preoccupati in Amnesty è che viene fatta utilizzare un’arma sui cui non sono stati fatti studi accurati sui rischi. Il problema è che è difficile riuscire a mostrare dei documenti in cui si può verificare lo stato di salute del soggetto. L’uso del taser andrebbe regolato da un protocollo rigido.
































