Polizia carica studenti in protesta a Montecitorio. I protestanti hanno iniziato a sparare fumogenti e cori dal tono minaccioso contro il governo Meloni e la Polizia si è vista costretta a caricare. Scoppia il caos alla Camera dove PD e M5S chiedono spiegazioni al Governo.
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Polizia carica studenti in protesta fuori Montecitorio,

Ph: Claudio Furlan
Polizia carica studenti. Gli scontri sono partiti in seguito al lancio di fumogeni da parte dei manifestanti che coi loro cori mandavano un messaggio preciso alle Istituzioni: “Il vostro tempo è finito“. I manifestanti erano circa 250. I collettivi studenteschi si erano dati appuntamento alle 17:00 presso il Pantheon con lo slogan “bruciamo tutto”. Dal Pantheon il corteo sarebbe giunto quasi nei pressi di Montecitorio dove hanno avuto luogo gli scontri. Il corteo non sarebbe stato autorizzato e per questo gli agenti di Polizia in tenuta antisommossa sono intervenuti. Vedendosi la strada sbarrata gli studenti avrebbero cercato di passare con fumogeni e lanciando bottiglie. Avrebbero quindi subito l’azione di contenimento delle forze dell’ordine. Alla fine tutto è rientrato.
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Gli studenti accusano la Polizia di essere stata violenta
Polizia carica studenti. Alle forze dell’ordine non risultano feriti in seguito alle azioni di contenimento. Nonostante ciò molti studenti hanno parlato dei fatti in maniera diversa. In particolare una giovane studentessa ha raccontato di come lei e altre amiche si trovassero al centro del corteo quando all’improvviso la celera ha iniziato a picchiarle. Racconta anche che una sua amica ha subito colpi alla testa. “Se avessero un numero identificativo sul casco potrei riconoscere l’uomo che ha iniziato a picchiare la mia amica”.
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Dopo le cariche gli studenti non si sono fermati
Dopo aver subito le cariche da parte della Polizia gli studenti hanno deciso di ripartire in corteo. Si sono diretti alla sede del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Una volta giunti di fronte il palazzo istituzionale che si trova a Trastevere il corteo ha potuto urlare le proprie richieste. Gli studenti pretendono tavoli di confronto con il ministro dell’Istruzione e con gli uffici collegati all’istruzione. Lo slogan più iconico rivolte al ministro dell’Istruzione Valditara è stato: “Poniamo fine al silenzio. Il mondo è nostro”.
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L’opposizione insorge e chiede spiegazioni al Governo

Non si sono fatte attendere le richieste di chiarimento al governo delle opposizioni. Antonio Caso, capogruppo M5S in commissione cultura alla Camera ha chiesto in seduta se davvero non ci fosse un altro modo per poter fronteggiare degli studenti in protesta se non quello di manganellarli. Toni forti anche da parte di Arturo Scotto: “Non si manganellano gli studenti che protestano. Con loro si parla. Non si usa la violenza. Il Governo dia spiegazioni sul perché si usa la mano forte nei confronti di ragazzi minorenni”. Questo il messaggio pubblicato sui social dal capogruppo dei democratici in commissione Lavoro. A loro si sono accodati anche Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Verdi e Sinistra Angelo Bonelli.




























