Ponte Morandi tra politica e legalità: la gestione sarà di Aspi?

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Ponte Morandi - fonte "Twitter"

Sul Ponte Morandi scoppia un caso politico, amministrativo e legale. Dalla lettera inviata dal ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli al sindaco e commissario straordinario Bucci, passando per le decisioni della Corte Costituzionale, sino alle ultime dichiarazioni del premier Conte, non è ancora chiaro a chi sarà affidata la gestione e la manutenzione del ponte di Genova. Se da un lato infatti la De Micheli conferma la concessione ad Aspi – Autostrade per l’Italia S.p.A. – dei Benetton, dall’altro il premier non esclude una revoca, soprattutto in base alla mancanza di una proposta concreta da parte della concessionaria. Ma andiamo con ordine.

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Ponte Morandi: la lettera di De Micheli

ponte morandiÈ datata 6 luglio la lettera che la ministra De Micheli ha inviato al sindaco di Genova, Marco Bucci. Si legge chiaramente fra le righe del documento inerente la procedura di collaudo, consegna e manutenzione del Ponte Morandi: “Al termine dei lavori l’infrastruttura in questione deve ritenersi riassorbita nel rapporto concessionario vigente al momento del trasferimento. Pertanto: “Tale atto sancisce il formale trasferimento dell’infrastruttura allo Stato e contestualmente al soggetto gestore”.

In pratica, la De Micheli ha confermato la gestione ad Aspi, lo stesso ente che deteneva la manutenzione al momento della tragedia del Ponte Morandi dell’agosto di 2 anni fa. Viene però specificato, al contempo che: “Tale trasferimento non interferisce in alcun modo con la procedura di contestazione in corso, connessa all’incidente verificatosi il 14 agosto 2018. Pertanto, non costituisce in alcun modo un riconoscimento – diretto o indiretto – dell’adeguatezza della misura di manutenzione e gestione sinora adottate dal concessionario”.

Sostanzialmente, la lettera della De Micheli non anticipa le mosse del governo, ma va considerata sotto due aspetti:

  • Non c’è stata ancora alcuna revoca governativa per la gestione del Ponte Morandi da parte di Aspi. Dunque se Autostrade per l’Italia riceverà l’affidamento del nuovo viadotto Polcevera – progettato da Renzo Piano – è per non rimandare ulteriormente l’apertura definitiva del ponte e dare adito ad altri contenziosi;
  • Una mossa necessaria. Serve infatti a mettere lo Stato “al riparo” da eventuali risarcimenti richiesti dalla società dei Benetton.
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La Consulta appoggia il governo

scuola ponte morandiArriva intanto la sera del 7 luglio la decisione della Consulta circa il “Decreto Genova” del 28 settembre 2018. Sostanzialmente, la Corte Costituzionale considera “legittima” l’estromissione governativa di Autostrade per l’Italia dalla demolizione e dalla ricostruzione del Ponte Morandi. Si è trattato infatti di una decisione presa in circostanze di “eccezionale gravità”. Il verdetto è chiaro: il legislatore ha dovuto agire nell’immediatezza, escludendo dalla ricostruzione i possibili “colpevoli” dello stesso crollo del ponte. Un punto a favore dell’Avvocatura dello Stato dunque, contro le questioni di incostituzionalità sollevate dal Tribunale amministrativo regionale della Liguria per conto di Aspi. Del resto, come chiarito dall’avvocato Vincenzo Nunziata a favore del governo: “Il principio della responsabilità oggettiva esiste”.

Difatti, la tragedia del Ponte Morandi non è stata solo un incredibile disastro per le persone e le famiglie coinvolte. Quella tragedia ha segnato lo Stato nella sua totalità, e la fiducia che in esso ripongono tutti i cittadini. Compete infatti alle istituzioni anche la garanzia della sicurezza di circolazione, a prescindere dall’ente societario “custode”. Di conseguenza, la decisione dell’estromissione viene considerata più che lecita, come lecite sono state le norme varate per formalizzarla.

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L’ultimatum di Conte

Decreto ponte morandi
Dal profilo ufficiale Facebook del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

In concomitanza alle ultime vicende, non si fa attendere l’ultimatum di Conte per Autostrade. Il presidente del Consiglio preme sulla presentazione di una proposta concreta dalla rete autostradale circa la gestione del ponte. Così si esprime il premier dopo il verdetto della Consulta: “O arriva una proposta della controparte vantaggiosa per lo Stato o procediamo per la revoca”. Una revoca che potrebbe riaccendere contenziosi e insidie giuridiche da un lato; dall’altro più che legittima sulla base degli inadempimenti di Aspi. Il termine fissato per la presentazione della proposta è di una settimana. Sostanzialmente, il ponte Morandi continua ad essere un caso politico, legale e mediatico. Tutt’altro che l’esempio di orgoglio e rinascita quale avrebbe dovuto essere il nuovo progetto di Renzo Piano.

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