Pornhub accuse violenza: la piattaforma rischia la chiusura

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pornhub accuse violenza
logo dal sito internet www.pornhub.com

Pornhub accuse violenza: il colosso del porno è in grossi guai. Sono settimane intense quelle che aspettano Pornhub, accusato di violenza e di ospitare video pornografici in cui si ritraevano violenze sessuali. Il sito web infatti è finito nel mirino di una petizione che denuncia la diffusione di immagini oggetto di revenge porn.

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Pornhub accuse violenza: una petizione chiede la chiusura

sex dietBrutto periodo per il sito per adulti più famoso del web. Parliamo di Pornhub, che ogni giorno registra e accoglie milioni di utenti con i suoi video piccanti. Eppure dopo diverse segnalazioni, sembrerebbe che alcuni di quei video ritraessero vere e proprie violenze, in cui alcuni non sapevano di essere oggetto di riprese. Pornhub, che ha sempre ritenuto avere una policy piuttosto dura per il caricamento video, si trova ora contro una petizione che ha raggiunto oltre 400.000 firme e che ne vuole la chiusura. L’iniziativa è data dalla piattaforma Traffickinghub.com e ha il sostegno di circa 75 organizzazioni. Questa petizione vede sotto accusa Pornhub per non sorvegliare e non avere cura, come dovrebbe, sui caricamenti degli utenti.

Una petizione che non ha valore legale ma che mira al buon nome della piattaforma. Taina Bien-Aime, direttrice esecutiva della Coalizione contro la tratta delle donne, sul sito Traffickinghub, ha dichiarato che la richiesta si basa su principi universali dei diritti umani. “Pornhub sta guadagnando miliardi di dollari, sfruttando impunemente la violenza sessuale e la disumanizzazione delle persone più vulnerabili al mondo”.

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Pornhub accuse violenza: milioni di video cancellati

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Pornhub accuse violenza: il colosso dello streaming pornografico gratuito ha cercato di correre ai ripari dopo le accuse. Milioni di video sono stati, difatti, cancellati. A dare la notizia è stato il sito Motherboard, il quale ha fatto presente che da circa 13 milioni di video, ora se ne trovino solo 4,7 milioni. Dopo il danneggiamento al nome della piattaforma, sono state sempre più le voci che hanno portato Pornhub a perdere affidabilità. A seguito delle accuse, inoltre, Pornhub aveva cercato di correre ai ripari, onde evitare ritorsioni economiche. Non è bastato però vietare il caricamento di video da account non verificati e rimuovere le funzioni di download.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’accusa del New York Times, in seguito al quale Visa e Mastercard hanno interrotto i rapporti con la società che gestisce Pornhub (e gran parte dei più famosi siti per adulti): MindGeek. Le due aziende hanno svolto alcune indagini, prima di compiere il passo. Stando al comunicato di Mastercard, l’indagine ha confermato alcune violazioni dello standard dell’azienda. Un danno economico non indifferente per la piattaforma, che ora vede arrivare minacce anche da PayPal.

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La risposta di Valentina Nappi

Pornhub accuse violenza: mentre tutto sembra andare contro Pornhub, Valentina Nappi, famosa pornostar italiana, ha deciso di dire la sua. Da giorni l’attrice sta condividendo sui suoi canali social privati il suo dissenso alla vicenda. Addirittura, la Nappi, è portavoce di una petizione contro Mastercard e Visa. Una controdenuncia prettamente economica in questo caso, che cerca di spiegare come Pornhub sia stato vittima di gruppi religiosi. “Ci sono molti creatori di contenuti che fanno affidamento sul reddito fornito da Pornhub. Stiamo insieme e lasciamo che le nostre voci siano ascoltate. I creatori di contenuti sono ingiustamente discriminati ogni giorno sui social media. Abbiamo chiuso i nostri conti bancari”. Visti gli scandali, in molti già a partire dal prossimo mese non riceveranno più soldi dalla piattaforma. Tra questi anche la Nappi, che ha dichiarato in un lungo video di ritirarsi dalle scene.

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